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venerdì 30 giugno 2017

DESIREE È LA VERA STELLA DELLA MODA

Oggi è venuta a trovarci un'amica del cuore di @fotopavia: Desiree Rossi, modella, presentatrice, fashion blogger e chi ne ha più ne metta. Per saperne di più sulla sua attività e i suoi interessi abbiamo realizzato questa breve intervista che ci ha concesso in esclusiva.
Desiree quando il mondo dello spettacolo è entrato a far parte della tua vita?
"Innanzitutto Vi ringrazio di cuore per avermi proposto l'intervista, mi lusinga molto. Vi risponderò con grande piacere e con sincerità. 
Adoro le  foto che pubblicate nella galleria Instagram di @fotopavia, sono stupende.   😍 Pavia è una bellissima città e queste  foto la valorizzano ancora di più.
Dopo questa premessa che ci tengo venga pubblicata, passo alla vostra  intervista. 
Dire mondo dello spettacolo lo trovo un po' esagerato, vi ringrazio per la fiducia e per il complimento ma sono una persona umile e la chiamerei più una passione che ho per le foto e per la moda.
Ci puoi raccontare l'esperienza che hai vissuto al concorso di bellezza "stelle della moda"?
"Ho iniziato tre anni fa con il Concorso "Stella della Moda", un'esperienza che porterò sempre nel cuore per tanti motivi in particolare quello di avermi fatto conoscere ragazze stupende e dolcissime con le quali ho legato molto ed è stato fantastico condividere le sfilate e gli shooting.
Con loro ho mantenuto una bellissima amicizia ed è sempre un grande piacere rivederle!"  
Insieme al sommelier Carlo Aguzzi sei ospite fissa nella trasmissione televisiva "un calice al giorno" un programma dedicato al vino e alla sua degustazione. Come ti trovi a lavorare in TV?
Partecipare a "Stella della moda" mi ha dato importanti opportunità: innanzitutto sono stata chiamata da un'agenzia di moda di Milano molto conosciuta in secondo luogo ho partecipato a due trasmissioni di Telepavia molto seguite: "Siamo tutti allenatori" e successivamente  mi hanno richiamato per presentare la rubrica enogastronomica "Un calice al giorno" insieme al Sommelier Carlo Aguzzi che mi ha insegnato moltissime nozioni interessanti come ad esempio il famoso "Perlage" relativo allo Champagne. 
Telepavia è una famiglia fantastica e il regista insieme ai suoi collaboratori mi hanno insegnato a mantenere la concentrazione durante le registrazioni ed a  rispettare i tempi della messa in onda quando si fa una presentazione."
La tua galleria Instagram è molto seguita e apprezzata. Quando hai deciso di aprire il profilo @desiree_rossi7124 e cosa vuoi trasmettere ai tuoi follower con le foto e i video che pubblichi?
La passione per Instagram? È nata grazie alle mie amiche e colleghe modelle che usavano Instagram ed erano seguitissime. Io invece non ero PER NULLA SOCIAL non avevo né Facebook né tanto meno instagram 😂 Mi viene da ridere se ci penso mentre  guardavo le mie amiche che si scattavano i Selfie.  Così dopo un po' di tempo l'estate scorsa mi sono iscritta a Instagram, e ho iniziato ad appassionarmi moltissimo, lo trovo un social stupendo sia per la cura delle foto ma anche perché permette di interagire con le persone in una bella maniera senza essere troppo invadenti.
Mi sono praticamente innamorata del mondo social, adoro farmi le foto, adoro pubblicarle e mi piace moltissimo seguire altri profili e valutare cosa creano gli altri, lo considero una bella realtà di condivisione. Certe persone invece criticano i social e chi è social etichettandoci come persone "superficiali" ma non la vedo per nulla così,  non vedo dove possa esserci superficialità nel pubblicare una foto, appassionarsi e migliorare il proprio profilo Ig, farlo aumentare di follower e consigliarsi con altri instagrammers e condividere la stessa passione! Lo trovo stupendo invece! Infatti è stato tramite questo fantastico social che ho avuto la possibilità di conoscere @fotopavia e scambiare valutazioni sulle nostre pubblicazioni! 😍 Vi ringrazio per dirmi che il mio profilo iG è molto seguito. Il mio è ancora ancora un profilo alle prime armi e  ci sono instagramers molto più seguiti ma la mia non è una gara e ci tengo a fare le cose per bene e se vengono apprezzate le foto mi fa  piacere ogni giorno di più. Ringrazio sempre i miei followers perché  ogni giorno mi scrivono messaggi molto carini, ci tengono a sapere come sto e cosa faccio,  si preoccupano se non pubblico per un giorno oppure mi chiedono quando realizzo una diretta Instagram e seguono ogni mia Ig Stories! Purtroppo non mi è possibile rispondere a tutti, ma fa molto piacere vedere che viene apprezzato ciò che realizzo e devo dire che a distanza di un anno sono contenta di aver creato un buon seguito su questo fantastico social.
Molte delle foto che pubblichi su Instagram sono state scattate dal fotografo Marco Sacchi, possiamo dire che è il tuo fotografo ufficiale? 
"Tutte le immagini degli shooting fotografici sono realizzate dal fotografo Marco Sacchi, un grande professionista. Per me è sempre un onore scattare per lui perché è una persona fantastica e tra i suoi lavori vanta di essere il fotografo per Vogue Sposa nonché il fotografo ufficiale di Peter Lagner per non parlare  delle sfilate di moda di Milano dove collabora con sua moglie Serena.
Adoro il suo stile fotografico, lo considero un'artista perché in ogni sua foto  riesce a valorizzare ancora di più la bellezza del soggetto che ritrae inoltre ha un gusto nella scelta delle luci molto particolare  che non si trova tanto facilmente. Quando mi ritrovo a scattare con Marco e Serena è molto interessante vedere la sua cura  nel preparare il set, ed è ancora più bello assistere dal vivo alla sua grande professionalità. Per me non esiste nessuno come Marco Sacchi. Serena sua moglie realizza dei make up stupendi che solo lei riesce a creare."
Hai una musa ispiratrice che vorresti avere come modello?
"Mi chiedi se ho una musa ispiratrice?! Ma certo! Sono una super fan "patologica" della meravigliosa Belen Rodriguez! 😍 La seguo da quando ero più piccola, e ho un'adorazione speciale per lei. La considero una donna straordinaria, la sua bellezza è unica al mondo, una donna di una classe ed eleganza speciali e sopratutto ciò che mi colpisce di più in lei è il suo sorriso stupendo e la sua grande intelligenza e professionalità in tutto ciò che realizza e ha realizzato. Una donna che ha creato un impero, e non è da tutti, una grande imprenditrice che ha creato la catena di estetica Cotril (alla quale ovviamente sono andata a farmi fare i capelli) l'azienda di costumi Me Fui insieme a sua sorella Cecilia, la linea Imperfect per quanto riguarda i vestiti, e tanto altro. Ogni sua partecipazione ad un programma o ad una fiction registra il record di incassi come per esempio la puntata di Don Matteo 10 (ben 10 milioni di ascolti da record!) Come si fa a non amare Belen Rodriguez una donna che con il suo sorriso e con la sua energia argentina ha conquistato l'Italia.
Nelle sue interviste oltre alla sua straordinaria bellezza si vede che è una donna vera, sincera e con grandi valori verso la famiglia. Cosa dire ancora di Belen? Semplicemente la adoro!"
Vivi a Pavia, possiamo chiederti  come ti trovi in questa città?
"Sono di Pavia e considero questa città come una piccola Parigi specie quando guardo le foto pubblicate dalla vostra galleria.  Oltre alla mia Belen ho un amore speciale per la Riviera adriatica la considero magica e i romagnoli sono unici!"
Ci sveli i tuoi progetti futuri?
"Per quanto riguarda i progetti futuri, dopo aver fatto la spola tra Milano e Pavia, ho deciso di prendermi una pausa e di dedicarmi a me stessa. Questa dell'agenzia di moda a Milano resterà sempre un'esperienza che porterò nel cuore"

Un abbraccio 
Desiree 💕




lunedì 26 giugno 2017

MICHELE MORONI IL TRAVELER MADE IN PAVIA

Oggi facciamo quattro chiacchiere con l'amico Michele Moroni (a proposito, lo trovate su Instagram col nick @michelemoroni7 ) fotografo che vive a Pavia dal 1992 e spesso condivide con @fotopavia i suoi scatti fantastici della città riscuotendo notevole successo.
Michele ci sveli com'è nata la tua passione fotografica?
"La mia passione per la fotografia probabilmente risale al periodo in cui, attorno ai 10 anni, mia madre mi ha permesso di usare una reflex completamente manuale appartenuta a mio padre, una Rollei. Ho imparato ad usarla leggendo avidamente un vecchio libro di fotografia degli anni '70 che avevo in casa, limitando le prove a quando mia madre mi prendeva una nuova pellicola. Probabilmente per mancanza di contatti con altri appassionati, il mio interesse è stato un po' latente per molti anni, fino a quando è arrivata l'era di Internet che mi ha permesso di vedere foto magnifiche scattate in tutto il mondo e mi ha fatto ritrovare la voglia di scattare. Alla fine degli anni 2000 sono stato folgorato dalle tecniche di postproduzione, digital merging e HDR; ho quindi deciso di imparare tutto quello che potevo sulla elaborazione digitale di immagini e da allora non ho più smesso"
Esplorando la tua galleria su Instagram si rimane affascinati dai tuoi scatti hdr che spesso ritraggono le architetture moderne delle metropoli, ci racconti come nascono queste foto?
"L'idea di visitare e fotografare un nuovo luogo il più delle volte nasce per caso. Spesso rimango colpito da una foto che vedo su Instagram, su Flickr o su qualche blog fotografico, e immediatamente provo a capire dove è stata scattata.
Successivamente ricerco altre fotografie o video ripresi nella stessa area, e se la località mi sembra fotograficamente interessante incomincio a programmare un viaggio. Alcuni luoghi rimangono dei sogni, per la difficoltà intrinseca del viaggio o perchè la visita avrebbe dei costi proibitivi, ma altre volte ci sono le condizioni giuste e quindi si parte."
Sul tuo sito internet www.michelemoroni.com ti definisci un Ethical Rooftopper, potresti spiegare a noi profani di cosa si tratta?
"Il rooftopping è una forma di esplorazione fotografica che consiste nello scattare foto della città da posizioni sopraelevate, in generale terrazzi di grattacieli. Spesso i rooftoppers portano questa pratica all'estremo, accedendo illegalmente a postazioni molto pericolose in una ricerca estrema della prospettiva migliore. In alcuni casi questa pratica ha portato alla morte del fotografo; un esempio per tutti Connor Cummings, caduto nel 2015 mentre cercava di scalare una impalcatura al 52mo piano di un edificio a New York. Le foto scattate da postazioni sopraelevate (chiamate low aerial views) sono sicuramente bellissime ma non credo che una foto, per quanto bella, valga azioni illegali o addirittura il rischio della vita.
Da questa convinzione nasce l'ethical rooftopping, ovvero la pratica di ottenere questo tipo di foto ricercando postazioni sicure e richiedendo, dove necessario, il permesso di accesso e/o il permesso di fotografare. Vero, spesso non è facile ottenere il permesso di fotografare in alcune postazioni e in alcuni edifici e qualche volta viene negato,  ma in generale con un po' di diplomazia si trova sempre una soluzione per fare una bella foto in sicurezza e legalmente"
Le testimonianze fotografiche tratte da paesi di tutto il mondo sottolienano la tua passione per i viaggi, a quale nazione o città ti senti più legato?
 "Fotograficamente parlando son fortemente attratto dalle aree urbane ad alta densità di grattacieli. Le città che mi hanno dato più soddisfazione sono Hong Kong e Singapore, dove ho avuto occasione di fotografare degli skyline da film di fantascienza e alcuni degli edifici più popolari tra i fotografi architetturali. Inoltre mi piace la cultura asiatica in generale, così diversa dalla nostra, e spero di avere ulteriori occasioni per approfodire la mia conoscenza di quelle zone del mondo"
Parlando del futuro, hai già programmato il prossimo viaggio?
" Sì, tra pochissimi giorni partirò per un tour fotografico in estremo oriente, che toccherà Malesia, Indonesia e nuovamente Singapore.
Sarà un viaggio che mi consentirà di riprendere sia le architetture civili della città sia le bellezze paesaggistiche e la natura incontaminata di quella parte del mondo. spero di iniziare a pubblicare queste nuove foto già a fine luglio"
Sul piano tecnico, quali macchine fotografiche e ottiche preferisci e, una volta eseguiti gli scatti, quali tecniche di post-produzione utilizzi maggiormente?
 "Al momento utilizzo una Canon 5D Mark II, una full frame di progettazione abbastanza vecchia (è stata presentata nel 2008) ma che fornisce ancora immagini di qualità accettabile. La limitazione più grande delle fotocamere di questa generazione è il rumore di fondo ad alti ISO, piuttosto evidente nelle foto notturne e ampiamente superiore a quello dei modelli più recenti. Sto valutando l'acquisto di un nuovo corpo macchina proprio per avere una resa del sensore migliore in condizioni di luce difficili. Per quanto riguarda gli obiettivi, ne posseggo diversi ma quello che uso più spesso è sicuramente il Canon EF 16-35 mm f/2.8L II USM, uno zoom grandangolare luminoso, perfetto per le architetture e molto valido anche per foto paesaggistiche. Più raramente uso uno zoom ad ampio range di focali, un Canon EF 28-300 mm f/3.5-5.6 IS USM, che fornisce immagini di ottima qualità ma per dimensioni e peso non è facilmente gestibile."
"Molte delle mie foto sono ottenute con tecniche HDR, ovvero sono la combinazione di più scatti ottenuti con tempi di esposizione diversi. Ad uno scatto correttamente esposto di solito aggiungo una foto sovraesposta e una sottoesposta presa in rapida sequenza; la loro ricombinazione via software fornisce un'immagine che avrà sempre una luminosità perfetta, sia nelle parti con luce più intensa sia nelle parti in ombra. L'immagine così ottenuta viene quindi ulteriormente processata, modificando la definizione dei dettagli, la saturazione e la tonalità dei colori. Per le foto architetturali spesso ritengo necessaria anche una correzione dell'effetto prospettico, specialmente quando utilizzo obiettivi fortemente grandangolari.
Differentemente da altri fotografi non ho un set di paramentri standard da applicare per massimizzare la velocità di produzione, ma ogni foto viene processata scegliendo al momento la procedura ed i parametri che ritengo più opportuni; per questo riesco a pubblicare al massimo un paio di scatti al giorno"
Sul tuo sito internet e sulla tua galleria di Instagram i tuoi scatti più belli sono sempre accompagnati da una didascalia che descrive l'esperienza che hai vissuto e spesso fornisce dettagli tecnici relativi alla sua esecuzione, che importanza dai alla condivisione delle immagini e delle informazioni?
"Spesso su Instagram mi passano davanti immagini di posti bellissimi e di edifici incredibili senza geolocalizzazione e senza alcuna didascalia di accompagnamento.
Quando le vedo mi farebbe sicuramente piacere avere delle informazioni ulteriori, non solo per programmare eventualmente una visita ma anche per capire le modalità di scatto, di processing e le difficoltà che il fotografo ha incontrato. Credo (magari illudendomi) che altri fotografi possano avere lo stesso desiderio quando vedono alcune delle mie foto, e quindi provo a dare qualche particolare in più che potrebbe facilitare e invogliare una loro visita o una serie di fotografie nello stesso luogo"
Parlando di social network, che rapporto hai con Instagram e perchè hai deciso di aprire un profilo?
"Credo che Instagram sia il più "difficile" tra tutti i social network legati alla fotografia, soprattutto per quanto riguarda il "rumore di fondo" dato da una sequenza continua ed interminabile di account che provano ad interagire solo per ottenere nuovi like e followes, ma che non sono realmente interessati al mio lavoro. Eliminate queste persone (spesso con un "block") rimangono dei profili estremamente interessanti che seguo con piacere e da cui sto imparando molto. Ho aperto un account Instagram qualche anno fa, curioso di vedere post di alcuni amici che mi hanno chiesto di rimanere in contatto tramite questo social. Oggi per me Instagram non è un posto dove guadagnare popolarità o followers, ma un mezzo per rimanere in contatto con le persone che conosco, per vedere nuove foto di luoghi conosciuti o sconosciuti e per trovare nuove ispirazioni."
Una curiosità: tutti i tuoi commenti postati su Instagram e la presentazione stessa del tuo sito sono in lingua inglese, ci spieghi il perchè di questa scelta?
"Gran parte delle persone che mi seguono e che apprezzano le mie fotografie sono amici che ho conosciuto viaggiando nelle parti più lontane del mondo. Pochissimi di questi conscono l'italiano, mentre la quasi totalità degli amici e follower italiani conosce l'nglese; mi sembra quindi una buona cosa utilizzare l'inglese per farmi capire da tutti e non escludere nessuno"
Dopo ogni viaggio transoceanico torni a far tappa a Pavia, che rapporto hai con questa città e con le sue architetture?
"Pavia è una città splendida dove ho studiato e vissuto per 20 anni e dove mi sento a casa. La città ha alcuni scorci architetturali molto popolari che mi fa sempre piacere vedere e fotografare; potrei menzionale il Castello, Piazza della Vittoria, il Duomo, che hanno un fascino sconosciuto per chi vive fuori dall'europa.
Occasionalmente mi trovate al tramonto sulle panchine vicino alla statua della Lavandaia sul Ticino, magari mentre guardo Instagram sul telefonino e penso ad un nuovo viaggio, ma con la mia fotocamera nello zainetto pronto per le luci della sera a Pavia."
Ultima domanda: svelaci quali sono i tuoi progetti futuri
"Benchè le foto puramente architetturali e paesaggistiche siano affascinanti, sto lavorando per imparare ad integrare architetture e figure umane, nella ricerca di una nuova espressione artistica. Attualmente non sono ancora soddisfatto degli scatti fin ad ora ottenuti e per questo non ne ho ancora pubblicato nessuno ma spero di essere in grado nei prossimi mesi"
...caro Michele aspettiamo trepidanti i risultati delle tue "sperimentazioni"

martedì 13 giugno 2017

RICKYSEMPLI L'ARTISTA DELLA QUOTIDIANITA'

Oggi facciamo quattro chiacchiere con un amico di @fotopavia, Riccardo Semplici che racconta con originalità su Instagram (a proposito, il suo nick non poteva che essere @rickysempli) la sua storia quotidiana ed i suoi ricordi.
Riccardo ci racconti come è nata la tua passione fotografica?
 "Ciao a tutti, vi ringrazio per questa intervista. Credo che la mia passione per la fotografia mi sia stata  trasmessa da mio padre, grande appassionato  e al tempo stesso fotografo amatoriale. Vedendo vecchie foto nei cassetti mi è venuta voglia di "accumulare" scatti dei momenti della mia vita, così da poter un giorno riaprire quel "cassetto" (che oggi ritroviamo nei social) e poter rivivere ogni singolo momento."
Viaggi, paesaggi di campagna, foto di città, fiori, cibo, ritratti, la tua galleria su instagram è veramente ricca di spunti, ci parli di come nascono le tue foto?
 "Diciamo che le mie foto si basano principalmente su un filo conduttore che è quello della quotidianità.
Amo molte cose come l'arte, la natura, lo spettacolo, il cibo, la musica, la moda etc. e cerco sempre di rilegare il tutto sul mio profilo senza darmi una vera e propria etichetta. Mi piace attingere da vari profili e pagine cercando di prendere spunti per poi riportarli nei miei scatti. Come noterete, cerco sempre di mantenere, pur variando tipologia di immagini, lo stesso stile di sfumature di colore per rendere il tutto molto più omogeneo."
 Quali macchine fotografiche e ottiche preferisci?
"Sembrerà banale, ma non utilizzo macchine fotografiche, ogni tanto provo qualcosina con la Canon di mio padre ma il resto viene fatto tutto con il mio cellulare, un Huawei P9 Lite. Mi piace l'immediatezza dello smartphone, il poter scattare e subito sistemare la foto con l'aiuto di qualche app per mobile (es. Snapseed e VSCO) e poi caricare su Instagram nell'arco di qualche minuto."
Parlando di social network, che rapporto hai con Instagram e perché hai deciso di aprire un profilo?
"Trovo ad oggi che Instagram sia il social che permette di far conoscere al meglio una persona e lo amo proprio per questo.
Per la mia esperienza, Instagram è come una grande famiglia infatti non mi limito a scattare le foto e pubblicarle ma amo creare rapporti, dialoghi e conoscere nuove persone legate da questa stessa passione. La decisione di aprire un profilo su questo social francamente non me la ricordo, forse è stata una cosa quasi involontaria".
Esplorando la tua galleria ci si accorge che le immagini che pubblichi non sarebbero le stesse senza i commenti a volte ironici, a volte autobiografici che le accompagnano. Cosa puoi dirci in proposito?
"Beh io credo che il bello di Instagram sia quello di riuscire attraverso questi piccoli scatti a far scaturire emozioni che riescono ad essere ancor più intense e più vive se ci si aggiunge una bella didascalia.  Io amo abbinare alle foto frasi personali, più o meno leggere a seconda dello scatto. Mi piace anche fare qualche battuta, essere ironico e autoironico. Talvolta preferisco soffermarmi su temi importanti (come nel caso del mio post sulla strage di Mancester). Lego molto ai miei scatti, canzoni o pezzi di poesie proprio perché amo variare e cerco sempre di abbinare alla foto la giusta didascalia. La mia speranza è che quando una persona guarda le mie foto, le possa visualizzare con il sottofondo musicale della canzone le cui parole propongo nella didascalia"
Pubblichi molte foto della Certosa di Pavia e della campagna pavese, potresti mai rinunciare a questi paesaggi per andare a vivere in una città metropolitana?
"Assolutamente no! Penso molto spesso di andare a vivere a Milano essendo una città che amo parecchio e dove vorrei iniziare a lavorare ma ho un legame molto stretto con il mio paese, con la Certosa e le sue campagne. Il monastero della Certosa di Pavia è quel luogo dove vado per "staccare" e meditare. Ogni volta che ci vado scopro sempre qualcosa di diverso che in 24 anni non avevo mai notato prima."
Oltre alla tua galleria personale, sei impegnato su Instagram come co-amministratore di @vivopavia, una community locale di condivisione fotografica. Ci racconti questa esperienza?
 "Ho iniziato questa esperienza per gioco, avevo visto l'annuncio della ricerca di un nuovo amministratore e mi sono buttato.
Grazie a @vivopavia ed a chi ogni giorno condivide i suoi scatti, ho scoperto tanti luoghi pavesi che non conoscevo.Nella scelta delle foto da condividere, cerco sempre di far vedere le molteplici sfaccettature della nostra splendida provincia"
La scorsa settimana hai partecipato all'instameet che si è tenuto a Pavia, organizzato dagli Igers locali. Com'è andata?
 "Una bellissima esperienza senza alcun dubbio. Spero in futuro di partecipare ad altri instameet. Il ritrovo era fissato alla stazione ferroviaria di Pavia, da qui abbiamo fatto una passeggiata tra le vie del centro soffermandoci sui luoghi più celebri di Pavia.
La cosa bella  è che si è tutti appassionati: si scattano le foto e ci si confronta sulle varie esperienze, sui metodi fotografici e si conoscono nuove persone davvero speciali con cui creare nuove amicizie aldilà del social." 
Per concludere, ci sveli i tuoi progetti futuri?
"Spero di crescere con il mio profilo e sono felice che vi abbia nel suo piccolo, colpito. Cerco sempre di migliorarmi ed arrivare con la mia "semplicità", d'altronde come potrei fare altrimenti con il cognome che porto, al maggior numero di persone possibile. Vorrei trasformare questo hobby in qualcosa di più concreto e non una semplice passione". 

 


sabato 10 giugno 2017

OGGI VI PRESENTIAMO @FLIPITALY

Tra le nuove community di condivisione fotografica presenti su Instagram che quotidianamente contribuiscono a valorizzare le città ed i paesaggi italiani, riteniamo opportuno segnalare @flipitaly che ha in Michele il suo ispiratore.
Grazie alla sua disponibilità è nata questa intervista che ci aiuta a capire cosa c'è dietro le scelte di una galleria di qualità come questa.


Michele quando nasce "flipitaly" e perché si è scelto di chiamare così la community?
"Flipitaly ha compiuto un anno lo scorso 2 maggio 2016, ma inizia a muovere i primi passi ad agosto. Nasce per caso, anche un po' per gioco se vogliamo dirla tutta,  iniziando a pubblicare delle foto del tutto amatoriali di paesaggi scattate da me  durante alcuni viaggi in Italia e non solo. Infatti molte foto sono state scattate nella mia bellissima regione, l'Umbria. Viviamo in un paese unico nel suo genere, ricco di diversità sia dal punto di vista paesaggistico che culturale. Il nome "FlipItaly", in cui il termine "flip" letteralmente in inglese significa capovolgere, nasce proprio dal significato che porta: capovolgere l'Italia, inteso come cambiamento dell'atteggiamento che abbiamo nei cofronti delle bellezze del nostro paese. Penso infatti che molti di noi danno per scontato la bellezza che ci circonda e per questo tendono a non valorizzarla come meriterebbe".
Quali sono gli obiettivi di @flipitaly?
"FlipItaly vuole portare con sé un'idea: quella di guardare l'Italia con lo stupore con cui la guardano le persone che vengono a visitare il nostro paese. Stupore è la sensazione che milioni di persone provano ogni volta che si trovano di fronte alle nostre bellezze mentre l'altra sensazione credo sia la nostalgia, quella che ti prende al momento della partenza. Lo capisco dai tanti messaggi che arrivano sul nostro profilo da persone di tutto il mondo, che nel vedere le foto pubblicate non esitano a raccontarci le  storie dei loro viaggi. Per questo FlipItaly vuole allo stesso tempo far conoscere e far ricordare. 
Vogliamo far conoscere le bellezze dell'Italia e le sue autenticità attraverso lo sguardo non solo di chi visita  per la prima volta ma soprattutto da parte delle persone che quei luoghi li vivono quotidianamente. Vogliamo prendere in considerazione questi punti di vista perché crediamo fortemente che possano esprimere in maniera più vera la profonda essenza del luogo."
Che criteri vengono utilizzati per selezionare le foto da pubblicare?
"Il criterio utilizzato è uno solo: le foto non devono essere solo belle ma devono trasmettere una sensazione". 
Quali sono i principali metodi di promozione della vostra galleria?
"Insieme a Marta con la quale condivido questa avventura, crediamo molto nella collaborazione con i diversi hub e con i fotografi che vogliono come noi, esprimere la bellezza della nostra terra. Facciamo conoscere la nostra gallery cercando di promuovere eventi ed iniziative interessanti legate al territorio italiano. Dal 30 giugno al 2 luglio saremo il portale ufficiale e main sponsor dell'evento "Sibillini.Love" (www.sibillini.love) organizzato a Norcia, in cui un ristretto gruppo di quaranta persone avrà la possibilità di trascorrere tre giorni a Castelluccio di Norcia per un workshop fotografico alla riscoperta dei luoghi della fioritura colpiti dal terremoto.
I social network, in particolare Instagram e Facebook sono i nostri canali favoriti per far conoscere Flipitaly, crediamo nelle loro potenzialità ed alla vetrina privilegiata che rappresentano."
Di fronte al proliferare di community che pubblicano scatti italiani, quale ritieni possa essere il vostro elemento distintivo?
"Credo che i nostri elementi distintivi sono quelli di far conoscere l'Italia con gli occhi di chi vive quotidianamente ed in maniera diretta i luoghi ed i paesaggi italiani. L'altro aspetto è quello di fare rete con gli altri, non solo con i portali ma con tutti quelli che si occupano e vogliono diffondere la bellezza del nostro paese".
Spesso nelle foto che pubblicate citate sia l'autore dello scatto sia la Community di provenienza, una bella novità nel panorama di instagram che prelude a forme di collaborazione tra profili di condivisione?
"Il nostro obiettivo è divulgare la bellezza dell'Italia per questo siamo ben contenti di poter mettere in evidenza anche altre gallerie che come noi giornalmente pubblicano foto di località meravigliose. Crediamo fortemente che l'unione faccia la forza, ed il nostro paese è fatto di persone forti che sanno lavorare in team. Per questa ragione siamo ben contenti di condividere i contenuti di chi come noi vuole esprimere e raccontare l'essenza dell'Italia attraverso scatti di valore."
Quali sono i vostri progetti futuri?
"Vogliamo provare a far diventare FlipItaly un divulgatore di contenuti oltre che di immagini. Stiamo cercando fotografi e gallerie che si muovono a livello locale per far conoscere la realtà del proprio luogo di appartenenza. Persone motivate che hanno il desiderio come noi di consigliare i migliori posti dove poter soggiornare e le più belle cose da visitare tralasciando magari le mete troppo turistiche e inflazionate. Viaggiare con FlipItaly potrebbe significare tra qualche tempo avere la possibilità di farlo con al fianco "uno del posto" sentendosi come a casa"




sabato 3 giugno 2017

VIP PAVIA, QUANDO I NASI ROSSI DONANO IL SORRISO

Tra i profili Instagram più vivaci e colorati di Pavia colpisce senza dubbio quello di @vippavia acronimo dell'Associazione Onlus Viviamo In Positivo che dal 2002 opera come gruppo di volontariato di clownterapia.
Il clown Pastich si è offerto di spiegarci la ricetta vincente di questo gruppo affiatatissimo di amici che hanno il compito di riportare il sorriso nei pazienti delle strutture ospedaliere e negli ospiti delle case di riposo.
Pastich raccontaci la tua esperienza nell'associazione Vip Pavia
"Ciao Pietro, anzitutto grazie per averci dato la possibilità di fare quest'intervista, lo apprezziamo veramente molto. In secondo luogo vorrei specificare alcune cose: l'associazione Onlus Viviamo In Positivo è nata a Torino nel 1997 grazie alla nostra clown fondatrice Aureola (che ho addirittura conosciuto l'anno scorso!). Da lì in poi varie città italiane hanno creato la loro associazione locale VIP e alcune, pur mantenendo l'affiliazione hanno cambiato nome. Noi di VIP Pavia ad esempio ci chiamiamo Per Far Magia Vip Pavia, un altro simpatico esempio sono i clown di naSIENAsi di Vip Siena, ecc.

Ad oggi ci sono 58 associazioni VIP sparse su tutto il territorio italiano, per un totale di quasi 4500 clown che prestano servizio regolarmente. Tutti noi, poi, come avrai notato abbiamo un nome clown che corrisponde al nostro alter ego, sorridente e positivo, e che come richiamo può centrare qualcosa con la nostra personalità più nascosta e giocosa. Io, ad esempio, mi chiamo Pastich che deriva dall'unione di due parole: Pasticcio (perché obiettivamente sono davvero imbranata) e Stitch, il mostriciattolo azzurro della Disney di cui appunto imito la voce. Ogni nome è personalissimo; pensa che non possono esistere in tutta l'associazione nazionale VIP due clown che si chiamino allo stesso modo!
Prima di essere Pastich, però, ero solo Beatrice, studentessa di fisica presso l'Università di Pavia. Sono sempre stata attiva sul lato sociale (tra oratori, ONG, ecc) ma mi mancava davvero quel qualcosa in più. Così quando tre anni fa ho saputo di questi personaggi clown che si recavano in ospedale non ho potuto fare a meno di esserne entusiasta e da quel momento ho deciso che avrei fatto ogni cosa per farne parte! Ed è così che nell'ottobre 2015 sono entrata nell'associazione quindi sono un "clown giovane", pensa che c'è gente che fa servizio clown anche da 10/15 anni!
Noi di VIP Pavia siamo quasi cento clown e andiamo in vari reparti degli ospedali, in case di riposo o eventi. Copriamo quindi tutte le fasce d'età. Solitamente si crede che i clown vadano solo dai bambini; certo andare in pediatria è sempre emozionante e divertente ma spesso i bambini hanno già molte persone che si occupano di loro (genitori, nonni, zii...).
Io credo che portiamo vero aiuto soprattutto agli anziani che spesso cercano qualcuno con cui parlare o con cui cantare una bella canzone. Ma non solo; spesso portiamo vero aiuto anche ai parenti dei pazienti: a quella mamma che non ha abbandonato un attimo il lettino di suo figlio, così come alla moglie del paziente in oncologia o al figlio della signora in casa di riposo. Portiamo positività a 360°."
Che emozioni ti trasmette questa esperienza?
"Parlare di emozioni mi risulta davvero difficile; io ora porto la mia esperienza clown non solo all'interno dell'ospedale ma anche nella mia vita. Mi piace dire che quando faccio parte di VIP Pavia io vivo meglio; farne parte insegna davvero a vivere in positivo, cioè a cercare i lati positivi in ogni cosa che ti accade. Non vogliamo essere solo portatori di sorrisi, vogliamo essere ambasciatori della positività, della leggerezza e quindi del sorriso perché vivendo in positivo si riesce a trovare sempre un motivo per sorridere. E ovviamente andare in ospedale ti aiuta a vedere le cose con la giusta prospettiva: se prima facevo una tragedia per un esame andato male, una cotta non corrisposta o che altro, ora vedo davvero quali sono le cose serie e importanti nella vita. E vivo i miei "drammi quotidiani" con più positività. non è un eufemismo andare in ospedale, fare il clown è emozione allo stato puro. Dovresti provare a guardare negli occhi un clown che parla dei suoi servizi in ospedale: vedresti una luce indescrivibile, un qualcosa che parte da dentro e non può che catturarti. ad esempio in uno degli ultimi servizi che ho fatto, c'era un ragazzo cieco con una qualche disabilità; la sua badante ci sconsigliava di fare qualunque cosa, perché "tanto non capiva". Per coinvolgerlo nei nostri giochi abbiamo prima iniziato a cantare e poi gli abbiamo fatto toccare differenti forme di palloncino. E lui alla fine ci ha sorriso, un sorriso vero, grande che partiva dal cuore. Mentre ne parlo mi commuovo ancora. Come fai a descrivere questo?"
Come definiresti il clown di corsia?
"Riprendendo parte della risposta di prima, ti dico che il clown di corsia può essere potenzialmente ogni cosa. Perché io stessa, personalmente sono stata ogni cosa. Puoi essere un pagliaccio che fa solo palloncini e bolle, un animatore, un personaggio dei cartoni animati, un alieno, un treno, una ballerina, uno yeti. Puoi essere un buon corista (devi soprattutto conoscere moltissima musica italiana! Un grande classico è ad esempio il "tango delle capinere"), l'orecchio che ti ascolta, il ragazzo o la ragazza con cui scambiare due chiacchiere sul tempo. E poi puoi semplicemente essere quella persona che non fa nulla o che non può fare nulla, che ti da solo un sorriso e un abbraccio, ma che è lì per te e questo, molte volte è già tanto. Quindi, vediamo, come definirei il clown di corsia alla fine? Un supereroe, credo. Già perché un po' super mi ritengo anch'io."
Come si diventa clown di corsia?
"VIP Pavia organizza annualmente un corso di formazione per nuovi volontari clown che desiderano far parte dell'associazione. Il corso base di formazione per clown di corsia ha la durata di un week end (venerdì sera, sabato e domenica) e consiste in esercizi guidati dal formatore esperto che viene mandato direttamente da VIP Italia che gestisce la formazione dei clown di tutta la federazione e mira ad alimentare la fiducia e la comunicazione, alterna momenti di improvvisazione teatrale, tecniche di mimo, gags, tecniche di clownerie. E' orientato a sviluppare la creatività ed a promuovere uno stile di vita più positivo. al termine del corso verrà consegnato un attestato di partecipazione e a questo punto ha inizio l'avventura!
Per ora non abbiamo ancora le date per il 2018 ma nel frattempo se volete diventare clown potete scriverci all'indirizzo mal corsobasevippavia@gmail.com così potremo informarvi su tutti gli aggiornamenti."
Ci sono attitudini particolari che una persona deve possedere per poter svolgere questo tipo di incarico?
"I requisiti richiesti per diventare clown di corsia sono curiosità, entusiasmo e carattere positivo e soprattutto voglia di mettersi in gioco e desiderio di liberare l'aspetto giocoso che è in noi."
La vostra associazione è stata fondata nel 2002, quando vi siete avvicinati ad instagram e perchè avete deciso di usarlo?
Il profilo Instagram è stato aperto nel' aprile del 2014 da clown Babuskina e poi tenuto attivo da clown FocaccinaDolce (che tra l'altro sono figlia e mamma). L'idea è nata per far conoscere l'associazione, stimolare le persone ad iscriversi al corso e diventare volontari per entrare a far parte della nostra famiglia, per citare le parole che usa sempre FocaccinaDolce."
Le foto del vostro profilo Instagram trasmettono una forte energia positiva: tanti colori, un gruppo molto affiatato e pieno di sorrisi. Quali sono gli ingredienti per creare scatti così belli?
"Spesso scattiamo foto o ad inizio o a fine turno. in entrambe i casi l'energia in circolazione è molta: prima del servizio sei sempre un po' teso, spesso ti senti il cuore in gola ma sai che i tuoi compagni ti aiuteranno. Hai voglia di fare, l'aria è carica di attesa e c'è grande affiatamento nel gruppo. Dopo il servizio invece hai nel cuore le emozioni che hai raccolto di stanza in stanza.
C'è il momento della condivisione, in cui ogni clown parla di com'è stato il servizio dal suo punto di vista e di cosa ha provato. Questo è uno dei momento che più preferisco. A quel punto, o prima o dopo la condivisione, si scatta la foto. I clown spesso sono libri aperti, puoi leggere in volto i loro sentimenti proprio perché sono abituati ad essere in contatto con le emozioni. Credo sia questo che traspare di più nelle foto."
Avete nominato fotografo ufficiale un vostro clown o tutti voi partecipate attivamente nell'eseguire gli scatti?
"No, assolutamente, niente di così ufficiale. Solitamente ad inizio o fine turno, qualcuno ricorda di fare la foto! Di solito è già un momento molto divertente: ad esempio in pediatria ci piace fare la foto davanti ad un bel sole giallo che è presente nel reparto. Al santa Margherita invece visto il gran numero di clown che ci sono per quel servizio, ci distribuiamo sulle scale. A volte poi, siamo incastrati in qualche camerino e dobbiamo metterci uno sopra l'altro. insomma anche fotografarsi diventa un gioco."
Domenica 21 maggio i volontari clown di VIP Pavia erano presenti in Piazza della Vittoria a Pavia per la "Giornata del Naso Rosso". Ci spiegheresti l'importanza di questo evento?
"La Giornata del Naso Rosso" è l'unica giornata dell'anno di raccolta fondi che ogni VIP federata di VIP Italia fa. Coi fondi raccolti riusciamo a garantirci una formazione costante ed a organizzare le missioni all'estero. L'evento è organizzato da VIP Italia ONLUS e si svolge in 58 città italiane. Come clown di corsia ci siamo impegnati a portare il nostro entusiasmo, la nostra gioia ed a spargere tantissimi sorrisi per le strade della nostra Pavia con giochi per grandi e piccini, balli, truccabimbi, donabbracci e palloncini in quantità."

giovedì 1 giugno 2017

@FOTOPAVIA PREMIA LE FOTO DI MAGGIO

Il mese di maggio premia cinque foto molto originali che hanno riscosso notevole successo tra i frequentatori della nostra galleria.

Al primo posto il  @museostorico_unipv profilo Instagram molto attivo che sta destando interesse sia per le foto postate sia per i post sulla storia della nostra città. La foto premiata ritrae Piazza della Minerva al tramonto (974 voti).
Secondo posto per un'amica storica della nostra galleria: si tratta di @ema_c_barrett che ha pubblicato una foto originalissima della gelateria "Da Cesare" lottando fino all'ultimo per la conquista della prima posizione (950 voti).
Terzo posto per @lorenzo_malavasi con una foto panoramica di Pavia dal Borgo Ticino. Anche per Lorenzo un grande successo sottolineato dagli 850 voti ottenuti.
In quarta posizione @franci_grd con la foto del Ponte Coperto avvolto nel blu del Ticino e da un cielo di nuvole "speciali" (765 voti).
Quinta posizione per @marco_mex_ con la foto di Piazza della Vittoria sotto un cielo davvero particolare (734 voti).

Complimenti ai premiati e un grazie di cuore a tutti gli amici di @fotopavia
Appuntamento al mese prossimo, non mancate! 


@museostorico_unipv

@ema_c_barrett

@lorenzo_malavasi

@franci_grd

@marco_mex_