@fotopavia su Instagram

martedì 13 giugno 2017

RICKYSEMPLI L'ARTISTA DELLA QUOTIDIANITA'

Oggi facciamo quattro chiacchiere con un amico di @fotopavia, Riccardo Semplici che racconta con originalità su Instagram (a proposito, il suo nick non poteva che essere @rickysempli) la sua storia quotidiana ed i suoi ricordi.
Riccardo ci racconti come è nata la tua passione fotografica?
 "Ciao a tutti, vi ringrazio per questa intervista. Credo che la mia passione per la fotografia mi sia stata  trasmessa da mio padre, grande appassionato  e al tempo stesso fotografo amatoriale. Vedendo vecchie foto nei cassetti mi è venuta voglia di "accumulare" scatti dei momenti della mia vita, così da poter un giorno riaprire quel "cassetto" (che oggi ritroviamo nei social) e poter rivivere ogni singolo momento."
Viaggi, paesaggi di campagna, foto di città, fiori, cibo, ritratti, la tua galleria su instagram è veramente ricca di spunti, ci parli di come nascono le tue foto?
 "Diciamo che le mie foto si basano principalmente su un filo conduttore che è quello della quotidianità.
Amo molte cose come l'arte, la natura, lo spettacolo, il cibo, la musica, la moda etc. e cerco sempre di rilegare il tutto sul mio profilo senza darmi una vera e propria etichetta. Mi piace attingere da vari profili e pagine cercando di prendere spunti per poi riportarli nei miei scatti. Come noterete, cerco sempre di mantenere, pur variando tipologia di immagini, lo stesso stile di sfumature di colore per rendere il tutto molto più omogeneo."
 Quali macchine fotografiche e ottiche preferisci?
"Sembrerà banale, ma non utilizzo macchine fotografiche, ogni tanto provo qualcosina con la Canon di mio padre ma il resto viene fatto tutto con il mio cellulare, un Huawei P9 Lite. Mi piace l'immediatezza dello smartphone, il poter scattare e subito sistemare la foto con l'aiuto di qualche app per mobile (es. Snapseed e VSCO) e poi caricare su Instagram nell'arco di qualche minuto."
Parlando di social network, che rapporto hai con Instagram e perché hai deciso di aprire un profilo?
"Trovo ad oggi che Instagram sia il social che permette di far conoscere al meglio una persona e lo amo proprio per questo.
Per la mia esperienza, Instagram è come una grande famiglia infatti non mi limito a scattare le foto e pubblicarle ma amo creare rapporti, dialoghi e conoscere nuove persone legate da questa stessa passione. La decisione di aprire un profilo su questo social francamente non me la ricordo, forse è stata una cosa quasi involontaria".
Esplorando la tua galleria ci si accorge che le immagini che pubblichi non sarebbero le stesse senza i commenti a volte ironici, a volte autobiografici che le accompagnano. Cosa puoi dirci in proposito?
"Beh io credo che il bello di Instagram sia quello di riuscire attraverso questi piccoli scatti a far scaturire emozioni che riescono ad essere ancor più intense e più vive se ci si aggiunge una bella didascalia.  Io amo abbinare alle foto frasi personali, più o meno leggere a seconda dello scatto. Mi piace anche fare qualche battuta, essere ironico e autoironico. Talvolta preferisco soffermarmi su temi importanti (come nel caso del mio post sulla strage di Mancester). Lego molto ai miei scatti, canzoni o pezzi di poesie proprio perché amo variare e cerco sempre di abbinare alla foto la giusta didascalia. La mia speranza è che quando una persona guarda le mie foto, le possa visualizzare con il sottofondo musicale della canzone le cui parole propongo nella didascalia"
Pubblichi molte foto della Certosa di Pavia e della campagna pavese, potresti mai rinunciare a questi paesaggi per andare a vivere in una città metropolitana?
"Assolutamente no! Penso molto spesso di andare a vivere a Milano essendo una città che amo parecchio e dove vorrei iniziare a lavorare ma ho un legame molto stretto con il mio paese, con la Certosa e le sue campagne. Il monastero della Certosa di Pavia è quel luogo dove vado per "staccare" e meditare. Ogni volta che ci vado scopro sempre qualcosa di diverso che in 24 anni non avevo mai notato prima."
Oltre alla tua galleria personale, sei impegnato su Instagram come co-amministratore di @vivopavia, una community locale di condivisione fotografica. Ci racconti questa esperienza?
 "Ho iniziato questa esperienza per gioco, avevo visto l'annuncio della ricerca di un nuovo amministratore e mi sono buttato.
Grazie a @vivopavia ed a chi ogni giorno condivide i suoi scatti, ho scoperto tanti luoghi pavesi che non conoscevo.Nella scelta delle foto da condividere, cerco sempre di far vedere le molteplici sfaccettature della nostra splendida provincia"
La scorsa settimana hai partecipato all'instameet che si è tenuto a Pavia, organizzato dagli Igers locali. Com'è andata?
 "Una bellissima esperienza senza alcun dubbio. Spero in futuro di partecipare ad altri instameet. Il ritrovo era fissato alla stazione ferroviaria di Pavia, da qui abbiamo fatto una passeggiata tra le vie del centro soffermandoci sui luoghi più celebri di Pavia.
La cosa bella  è che si è tutti appassionati: si scattano le foto e ci si confronta sulle varie esperienze, sui metodi fotografici e si conoscono nuove persone davvero speciali con cui creare nuove amicizie aldilà del social." 
Per concludere, ci sveli i tuoi progetti futuri?
"Spero di crescere con il mio profilo e sono felice che vi abbia nel suo piccolo, colpito. Cerco sempre di migliorarmi ed arrivare con la mia "semplicità", d'altronde come potrei fare altrimenti con il cognome che porto, al maggior numero di persone possibile. Vorrei trasformare questo hobby in qualcosa di più concreto e non una semplice passione". 

 
 

 

 

sabato 10 giugno 2017

OGGI VI PRESENTIAMO @FLIPITALY

Tra le nuove community di condivisione fotografica presenti su Instagram che quotidianamente contribuiscono a valorizzare le città ed i paesaggi italiani, riteniamo opportuno segnalare @flipitaly che ha in Michele il suo ispiratore.
Grazie alla sua disponibilità è nata questa intervista che ci aiuta a capire cosa c'è dietro le scelte di una galleria di qualità come questa.

Michele quando nasce "flipitaly" e perché si è scelto di chiamare così la community?
"Flipitaly ha compiuto un anno lo scorso 2 maggio 2016, ma inizia a muovere i primi passi ad agosto. Nasce per caso, anche un po' per gioco se vogliamo dirla tutta,  iniziando a pubblicare delle foto del tutto amatoriali di paesaggi scattate da me  durante alcuni viaggi in Italia e non solo. Infatti molte foto sono state scattate nella mia bellissima regione, l'Umbria. Viviamo in un paese unico nel suo genere, ricco di diversità sia dal punto di vista paesaggistico che culturale. Il nome "FlipItaly", in cui il termine "flip" letteralmente in inglese significa capovolgere, nasce proprio dal significato che porta: capovolgere l'Italia, inteso come cambiamento dell'atteggiamento che abbiamo nei cofronti delle bellezze del nostro paese. Penso infatti che molti di noi danno per scontato la bellezza che ci circonda e per questo tendono a non valorizzarla come meriterebbe".
Quali sono gli obiettivi di @flipitaly?
"FlipItaly vuole portare con sé un'idea: quella di guardare l'Italia con lo stupore con cui la guardano le persone che vengono a visitare il nostro paese. Stupore è la sensazione che milioni di persone provano ogni volta che si trovano di fronte alle nostre bellezze mentre l'altra sensazione credo sia la nostalgia, quella che ti prende al momento della partenza. Lo capisco dai tanti messaggi che arrivano sul nostro profilo da persone di tutto il mondo, che nel vedere le foto pubblicate non esitano a raccontarci le  storie dei loro viaggi. Per questo FlipItaly vuole allo stesso tempo far conoscere e far ricordare. 
Vogliamo far conoscere le bellezze dell'Italia e le sue autenticità attraverso lo sguardo non solo di chi visita  per la prima volta ma soprattutto da parte delle persone che quei luoghi li vivono quotidianamente. Vogliamo prendere in considerazione questi punti di vista perché crediamo fortemente che possano esprimere in maniera più vera la profonda essenza del luogo."
Che criteri vengono utilizzati per selezionare le foto da pubblicare?
"Il criterio utilizzato è uno solo: le foto non devono essere solo belle ma devono trasmettere una sensazione". 
Quali sono i principali metodi di promozione della vostra galleria?
"Insieme a Marta con la quale condivido questa avventura, crediamo molto nella collaborazione con i diversi hub e con i fotografi che vogliono come noi, esprimere la bellezza della nostra terra. Facciamo conoscere la nostra gallery cercando di promuovere eventi ed iniziative interessanti legate al territorio italiano. Dal 30 giugno al 2 luglio saremo il portale ufficiale e main sponsor dell'evento "Sibillini.Love" (www.sibillini.love) organizzato a Norcia, in cui un ristretto gruppo di quaranta persone avrà la possibilità di trascorrere tre giorni a Castelluccio di Norcia per un workshop fotografico alla riscoperta dei luoghi della fioritura colpiti dal terremoto.
I social network, in particolare Instagram e Facebook sono i nostri canali favoriti per far conoscere Flipitaly, crediamo nelle loro potenzialità ed alla vetrina privilegiata che rappresentano."
Di fronte al proliferare di community che pubblicano scatti italiani, quale ritieni possa essere il vostro elemento distintivo?
"Credo che i nostri elementi distintivi sono quelli di far conoscere l'Italia con gli occhi di chi vive quotidianamente ed in maniera diretta i luoghi ed i paesaggi italiani. L'altro aspetto è quello di fare rete con gli altri, non solo con i portali ma con tutti quelli che si occupano e vogliono diffondere la bellezza del nostro paese".
Spesso nelle foto che pubblicate citate sia l'autore dello scatto sia la Community di provenienza, una bella novità nel panorama di instagram che prelude a forme di collaborazione tra profili di condivisione?
"Il nostro obiettivo è divulgare la bellezza dell'Italia per questo siamo ben contenti di poter mettere in evidenza anche altre gallerie che come noi giornalmente pubblicano foto di località meravigliose. Crediamo fortemente che l'unione faccia la forza, ed il nostro paese è fatto di persone forti che sanno lavorare in team. Per questa ragione siamo ben contenti di condividere i contenuti di chi come noi vuole esprimere e raccontare l'essenza dell'Italia attraverso scatti di valore."
Quali sono i vostri progetti futuri?
"Vogliamo provare a far diventare FlipItaly un divulgatore di contenuti oltre che di immagini. Stiamo cercando fotografi e gallerie che si muovono a livello locale per far conoscere la realtà del proprio luogo di appartenenza. Persone motivate che hanno il desiderio come noi di consigliare i migliori posti dove poter soggiornare e le più belle cose da visitare tralasciando magari le mete troppo turistiche e inflazionate. Viaggiare con FlipItaly potrebbe significare tra qualche tempo avere la possibilità di farlo con al fianco "uno del posto" sentendosi come a casa"




sabato 3 giugno 2017

VIP PAVIA, QUANDO I NASI ROSSI DONANO IL SORRISO

Tra i profili Instagram più vivaci e colorati di Pavia colpisce senza dubbio quello di @vippavia acronimo dell'Associazione Onlus Viviamo In Positivo che dal 2002 opera come gruppo di volontariato di clownterapia.
Il clown Pastich si è offerto di spiegarci la ricetta vincente di questo gruppo affiatatissimo di amici che hanno il compito di riportare il sorriso nei pazienti delle strutture ospedaliere e negli ospiti delle case di riposo.
Pastich raccontaci la tua esperienza nell'associazione Vip Pavia
"Ciao Pietro, anzitutto grazie per averci dato la possibilità di fare quest'intervista, lo apprezziamo veramente molto. In secondo luogo vorrei specificare alcune cose: l'associazione Onlus Viviamo In Positivo è nata a Torino nel 1997 grazie alla nostra clown fondatrice Aureola (che ho addirittura conosciuto l'anno scorso!). Da lì in poi varie città italiane hanno creato la loro associazione locale VIP e alcune, pur mantenendo l'affiliazione hanno cambiato nome. Noi di VIP Pavia ad esempio ci chiamiamo Per Far Magia Vip Pavia, un altro simpatico esempio sono i clown di naSIENAsi di Vip Siena, ecc.

Ad oggi ci sono 58 associazioni VIP sparse su tutto il territorio italiano, per un totale di quasi 4500 clown che prestano servizio regolarmente. Tutti noi, poi, come avrai notato abbiamo un nome clown che corrisponde al nostro alter ego, sorridente e positivo, e che come richiamo può centrare qualcosa con la nostra personalità più nascosta e giocosa. Io, ad esempio, mi chiamo Pastich che deriva dall'unione di due parole: Pasticcio (perché obiettivamente sono davvero imbranata) e Stitch, il mostriciattolo azzurro della Disney di cui appunto imito la voce. Ogni nome è personalissimo; pensa che non possono esistere in tutta l'associazione nazionale VIP due clown che si chiamino allo stesso modo!
Prima di essere Pastich, però, ero solo Beatrice, studentessa di fisica presso l'Università di Pavia. Sono sempre stata attiva sul lato sociale (tra oratori, ONG, ecc) ma mi mancava davvero quel qualcosa in più. Così quando tre anni fa ho saputo di questi personaggi clown che si recavano in ospedale non ho potuto fare a meno di esserne entusiasta e da quel momento ho deciso che avrei fatto ogni cosa per farne parte! Ed è così che nell'ottobre 2015 sono entrata nell'associazione quindi sono un "clown giovane", pensa che c'è gente che fa servizio clown anche da 10/15 anni!
Noi di VIP Pavia siamo quasi cento clown e andiamo in vari reparti degli ospedali, in case di riposo o eventi. Copriamo quindi tutte le fasce d'età. Solitamente si crede che i clown vadano solo dai bambini; certo andare in pediatria è sempre emozionante e divertente ma spesso i bambini hanno già molte persone che si occupano di loro (genitori, nonni, zii...).
Io credo che portiamo vero aiuto soprattutto agli anziani che spesso cercano qualcuno con cui parlare o con cui cantare una bella canzone. Ma non solo; spesso portiamo vero aiuto anche ai parenti dei pazienti: a quella mamma che non ha abbandonato un attimo il lettino di suo figlio, così come alla moglie del paziente in oncologia o al figlio della signora in casa di riposo. Portiamo positività a 360°."
Che emozioni ti trasmette questa esperienza?
"Parlare di emozioni mi risulta davvero difficile; io ora porto la mia esperienza clown non solo all'interno dell'ospedale ma anche nella mia vita. Mi piace dire che quando faccio parte di VIP Pavia io vivo meglio; farne parte insegna davvero a vivere in positivo, cioè a cercare i lati positivi in ogni cosa che ti accade. Non vogliamo essere solo portatori di sorrisi, vogliamo essere ambasciatori della positività, della leggerezza e quindi del sorriso perché vivendo in positivo si riesce a trovare sempre un motivo per sorridere. E ovviamente andare in ospedale ti aiuta a vedere le cose con la giusta prospettiva: se prima facevo una tragedia per un esame andato male, una cotta non corrisposta o che altro, ora vedo davvero quali sono le cose serie e importanti nella vita. E vivo i miei "drammi quotidiani" con più positività. non è un eufemismo andare in ospedale, fare il clown è emozione allo stato puro. Dovresti provare a guardare negli occhi un clown che parla dei suoi servizi in ospedale: vedresti una luce indescrivibile, un qualcosa che parte da dentro e non può che catturarti. ad esempio in uno degli ultimi servizi che ho fatto, c'era un ragazzo cieco con una qualche disabilità; la sua badante ci sconsigliava di fare qualunque cosa, perché "tanto non capiva". Per coinvolgerlo nei nostri giochi abbiamo prima iniziato a cantare e poi gli abbiamo fatto toccare differenti forme di palloncino. E lui alla fine ci ha sorriso, un sorriso vero, grande che partiva dal cuore. Mentre ne parlo mi commuovo ancora. Come fai a descrivere questo?"
Come definiresti il clown di corsia?
"Riprendendo parte della risposta di prima, ti dico che il clown di corsia può essere potenzialmente ogni cosa. Perché io stessa, personalmente sono stata ogni cosa. Puoi essere un pagliaccio che fa solo palloncini e bolle, un animatore, un personaggio dei cartoni animati, un alieno, un treno, una ballerina, uno yeti. Puoi essere un buon corista (devi soprattutto conoscere moltissima musica italiana! Un grande classico è ad esempio il "tango delle capinere"), l'orecchio che ti ascolta, il ragazzo o la ragazza con cui scambiare due chiacchiere sul tempo. E poi puoi semplicemente essere quella persona che non fa nulla o che non può fare nulla, che ti da solo un sorriso e un abbraccio, ma che è lì per te e questo, molte volte è già tanto. Quindi, vediamo, come definirei il clown di corsia alla fine? Un supereroe, credo. Già perché un po' super mi ritengo anch'io."
Come si diventa clown di corsia?
"VIP Pavia organizza annualmente un corso di formazione per nuovi volontari clown che desiderano far parte dell'associazione. Il corso base di formazione per clown di corsia ha la durata di un week end (venerdì sera, sabato e domenica) e consiste in esercizi guidati dal formatore esperto che viene mandato direttamente da VIP Italia che gestisce la formazione dei clown di tutta la federazione e mira ad alimentare la fiducia e la comunicazione, alterna momenti di improvvisazione teatrale, tecniche di mimo, gags, tecniche di clownerie. E' orientato a sviluppare la creatività ed a promuovere uno stile di vita più positivo. al termine del corso verrà consegnato un attestato di partecipazione e a questo punto ha inizio l'avventura!
Per ora non abbiamo ancora le date per il 2018 ma nel frattempo se volete diventare clown potete scriverci all'indirizzo mal corsobasevippavia@gmail.com così potremo informarvi su tutti gli aggiornamenti."
Ci sono attitudini particolari che una persona deve possedere per poter svolgere questo tipo di incarico?
"I requisiti richiesti per diventare clown di corsia sono curiosità, entusiasmo e carattere positivo e soprattutto voglia di mettersi in gioco e desiderio di liberare l'aspetto giocoso che è in noi."
La vostra associazione è stata fondata nel 2002, quando vi siete avvicinati ad instagram e perchè avete deciso di usarlo?
Il profilo Instagram è stato aperto nel' aprile del 2014 da clown Babuskina e poi tenuto attivo da clown FocaccinaDolce (che tra l'altro sono figlia e mamma). L'idea è nata per far conoscere l'associazione, stimolare le persone ad iscriversi al corso e diventare volontari per entrare a far parte della nostra famiglia, per citare le parole che usa sempre FocaccinaDolce."
Le foto del vostro profilo Instagram trasmettono una forte energia positiva: tanti colori, un gruppo molto affiatato e pieno di sorrisi. Quali sono gli ingredienti per creare scatti così belli?
"Spesso scattiamo foto o ad inizio o a fine turno. in entrambe i casi l'energia in circolazione è molta: prima del servizio sei sempre un po' teso, spesso ti senti il cuore in gola ma sai che i tuoi compagni ti aiuteranno. Hai voglia di fare, l'aria è carica di attesa e c'è grande affiatamento nel gruppo. Dopo il servizio invece hai nel cuore le emozioni che hai raccolto di stanza in stanza.
C'è il momento della condivisione, in cui ogni clown parla di com'è stato il servizio dal suo punto di vista e di cosa ha provato. Questo è uno dei momento che più preferisco. A quel punto, o prima o dopo la condivisione, si scatta la foto. I clown spesso sono libri aperti, puoi leggere in volto i loro sentimenti proprio perché sono abituati ad essere in contatto con le emozioni. Credo sia questo che traspare di più nelle foto."
Avete nominato fotografo ufficiale un vostro clown o tutti voi partecipate attivamente nell'eseguire gli scatti?
"No, assolutamente, niente di così ufficiale. Solitamente ad inizio o fine turno, qualcuno ricorda di fare la foto! Di solito è già un momento molto divertente: ad esempio in pediatria ci piace fare la foto davanti ad un bel sole giallo che è presente nel reparto. Al santa Margherita invece visto il gran numero di clown che ci sono per quel servizio, ci distribuiamo sulle scale. A volte poi, siamo incastrati in qualche camerino e dobbiamo metterci uno sopra l'altro. insomma anche fotografarsi diventa un gioco."
Domenica 21 maggio i volontari clown di VIP Pavia erano presenti in Piazza della Vittoria a Pavia per la "Giornata del Naso Rosso". Ci spiegheresti l'importanza di questo evento?
"La Giornata del Naso Rosso" è l'unica giornata dell'anno di raccolta fondi che ogni VIP federata di VIP Italia fa. Coi fondi raccolti riusciamo a garantirci una formazione costante ed a organizzare le missioni all'estero. L'evento è organizzato da VIP Italia ONLUS e si svolge in 58 città italiane. Come clown di corsia ci siamo impegnati a portare il nostro entusiasmo, la nostra gioia ed a spargere tantissimi sorrisi per le strade della nostra Pavia con giochi per grandi e piccini, balli, truccabimbi, donabbracci e palloncini in quantità."

giovedì 1 giugno 2017

@FOTOPAVIA PREMIA LE FOTO DI MAGGIO

Il mese di maggio premia cinque foto molto originali che hanno riscosso notevole successo tra i frequentatori della nostra galleria.

Al primo posto il  @museostorico_unipv profilo Instagram molto attivo che sta destando interesse sia per le foto postate sia per i post sulla storia della nostra città. La foto premiata ritrae Piazza della Minerva al tramonto (974 voti).
Secondo posto per un'amica storica della nostra galleria: si tratta di @ema_c_barrett che ha pubblicato una foto originalissima della gelateria "Da Cesare" lottando fino all'ultimo per la conquista della prima posizione (950 voti).
Terzo posto per @lorenzo_malavasi con una foto panoramica di Pavia dal Borgo Ticino. Anche per Lorenzo un grande successo sottolineato dagli 850 voti ottenuti.
In quarta posizione @franci_grd con la foto del Ponte Coperto avvolto nel blu del Ticino e da un cielo di nuvole "speciali" (765 voti).
Quinta posizione per @marco_mex_ con la foto di Piazza della Vittoria sotto un cielo davvero particolare (734 voti).

Complimenti ai premiati e un grazie di cuore a tutti gli amici di @fotopavia
Appuntamento al mese prossimo, non mancate! 

@museostorico_unipv

@ema_c_barrett

@lorenzo_malavasi

@franci_grd

@marco_mex_

sabato 27 maggio 2017

MARTEDI' 3O MAGGIO CULT CITY OPEN NIGHT SBARCA A PAVIA

Martedì 30 maggio tutti a Pavia per il Cult City Open Night, un evento organizzato da @In_Lombardia (profilo Instagram ufficiale di Regione Lombardia che si occupa di promozione turistica) in collaborazione con il Comune di Pavia. 
Il programma della manifestazione si annuncia ricco e molto interessante (Vedi il dettaglio sul sito ufficiale)
L'obiettivo è valorizzare e promuovere la nostra città attraverso il racconto dei vari appuntamenti in programma da condividere sotto forma di immagini e video sui principali canali social.


Anche @fotopavia, profilo Instagram  che si occupa di condividere le foto della nostra città  è stato selezionato per partecipare a questo importante evento. 
Nelle speranze di chi scrive ci sono tante immagini postate dai  numerosi amici che quotidianamente ci seguono.   
Per tutti coloro che fossero interessati, vi preghiamo di inviarci un messaggio sul profilo instagram attraverso la funzione Direct.

giovedì 18 maggio 2017

SCOPRIAMO LA TECNICA DELL'INFRAROSSO CON L'AMICO DAVIDE PRINA

Oggi incontriamo Davide Prina, fotoamatore milanese che potete trovare su Instagram col nick @davideprina dove pubblica scatti fantastici delle campagne.
Davide ci racconti com'è nata la foto "alla ricerca del pioppo solitario" che ha ricevuto moltissimi likes nel repost che abbiamo pubblicato su @fotopavia?
"La foto in questione è nata lo scorso settembre nella campagna di Zelata, vicino a Bereguardo (PV). In quella giornata ricordo che c'erano le condizioni ideali per poter scattare in infrarosso: la presenza di cirri, cumuli, altocumuli e cumulonembi, in altre parole di nuvole che ben si prestano per la fotografia in infrarosso e volendo un po' deviare dalle mie zone mi diressi verso Bereguardo." 
Nei commenti al post avevi fatto riferimento alle foto in infrarosso. Potresti spiegarci in cosa consiste questa tecnica che è in grado di produrre risultati così strabilianti e ci daresti qualche consiglio da seguire nella post produzione?
"La tecnica dell'infrarosso esisteva già con la pellicola. Oggi col digitale è diventata alla portata di tutti. Io la utilizzo da tre anni ed ho iniziato a sperimentarla applicando un filtro alla fotocamera. Attualmente utilizzo una Canon 6D modificata per l'infrarosso che mi offre risultati migliori tuttavia per iniziare è sufficiente anche un filtro IR da montare sull'obiettivo. L'occhio umano vede da 400 Nm a 700 Nm circa, l'infrarosso legge le lunghezze d'onda oltre i 700 Nm andando così a registrare ciò che è invisibile ai nostri occhi. Sulla mia Canon 6D ho un filtro che legge dai 715Nm in avanti per cui tutto l'invisibile ma c'è anche chi fotografa col 590 Nm (visibile misto ad invisibile) o con altri filtri. Le differenze tra le varie lunghezze d'onda producono risultati cromatici un po' differenti. Una volta ottenuto lo scatto grezzo lo si lavora in post produzione dove si possono utilizzare varie tecniche di sviluppo che sono il b/n, lo "swap colors" o il "true colors" ma anche altri dettati dal proprio estro e fantasia.
Bisogna comunque conoscere almeno le basi di software come photoshop per poter lavorare questi file."
Facciamo un passo indietro, ci sveli com'è nata la tua passione fotografica?
"Da sempre ho avuto una certa sensibilità verso le forme d'arte in generale e oltre alla fotografia ho sviluppato anche altre passioni artistiche quali la musica suonando il basso e la chitarra in vari gruppi. Nel biennio 1992/93 e 1993/94 ho ottenuto un diploma di qualifica professionale di fotografo a Milano,  anni in cui il digitale non esisteva ancora e si sviluppava nelle camere oscure. Poi ho accantonato la fotografia e l'ho ripresa nel 2012, approfondendola con altri studi sul digitale ed acquisendo ulteriori conoscenze nel mondo della paesaggistica, dell'infrarosso, dell'astrofotografia, della macro, del bianco e nero, sulla caccia fotografica, sull'utilizzo di filtri, sulle lunghe esposizioni ed in vari altri campi ancora."
Paesaggi di campagna, colline ma anche fotografia naturalistica sono i tuoi campi d'azione che traduci sempre in scatti d'autore, ci parli di come nascono le tue fotografie?
"Grazie per gli "scatti d'autore" ne sono lusingato. Le mie foto nascono dal desiderio di vivere appieno il contatto con la natura, conoscendola e rispettandola, ma anche con un'attenta osservazione delle condizioni meteo (la meteorologia è un'altra mia passione) fondamentale per ottenere certi scatti.  Poi tutto vien da sé, mi reco nella zona più adatta e ch'io sia a piedi, in macchina o anche in mtb poco cambia, scatto e porto a casa i file grezzi."
Quali macchine fotografiche e ottiche preferisci?
"Sono canonista da sempre, ma non è la marca dell'attrezzatura che fa il fotografo ma le sue attitudini, anche se certe macchine e certe ottiche sono più prestanti di altre a livello qualitativo. Adoro la Canon 6D ed il Samyang 14mm, materiali che nonostante siano relativamente di basso costo, se usati al meglio rendono scatti di ottima qualità"
I tuoi scatti li possiamo trovare su Instagram e sulla tua pagina Facebook, non pensi sia giunto il momento di aprire anche un sito internet tutto tuo?
"Oltre alla pagina personale su Facebook "Davide Prina fotografia" e Instagram, ho anche il profilo su 500Px e sono presente su Flick. Per quanto riguarda il sito, ci stavo lavorando qualche settimana fa ma per ora il progetto è fermo in quanto la piattaforma non mi soddisfaceva completamente. Molto probabilmente più avanti ne farò uno come si deve"
Parlando di social network, cosa pensi di Instagram e perché hai deciso di aprire un profilo?
"Ho aperto il profilo su Instagram un anno esatto fa, per dare più visibilità ai miei lavori. All'inizio ero un po' scettico dando per scontato che fosse un social fatto di selfie e foto lavorate coi vari filtri che incorporava, poi mi sono ricreduto vedendo qualche mio amico fotografo che pubblicava alla grande i suoi lavori. Infine ho notato con piacere che esistono profili veramente interessanti come @fotopavia che dà la possibilità  di condividere le foto personali e come in questo in questo caso anche di fare una bellissima chiacchierata. A tal proposito ne approfitto per ringraziarvi per avermi dato questa bella opportunità."
Sbirciando su Facebook abbiamo visto che hai frequentato la Scuola Civica di fotografia di Milano. Ci potresti parlare di questa esperienza? 
"Fu un corso serale frequentato a Milano dove si parlava di tecnica fotografica, di chimica fotografica (legata alla pellicola) e di arte fotografica. Sviluppavamo nelle camere oscure e ricordo che all'esame finale portai come autore Ansel Adams il padre della fotografia naturalista."
Abbiamo visto che hai pubblicato alcuni scatti molto belli della città di Vigevano però anche Pavia ha bisogno del tuo contributo. Quando pensi di farci un giro?
"Guarda caso ne stavo proprio parlando con la mia ragazza di riuscire a fare un salto in quel di Pavia. Mi interessa vedere la confluenza del Ticino col Po ma anche le bellezze di Pavia che non vedo da anni, il castello, i musei, il ponte e molto altro (sono anche appassionato di storia antica e archeologia). Appena troverò un po' di tempo farò sicuramente un bel giro."
Quali sono i tuoi progetti futuri?
"La fotografia è una passione e non vivo di fotografia perché nella vita faccio tutt'altro. Vado avanti passo dopo passo in questo mio percorso in quanto vorrei approfondire ancora molto in questo campo, quello che poi succederà lo valuterò a tempo debito. Vi ringrazio ancora per questa bella intervista e vi invito a seguirmi sulle mie varie pagine segnalate sopra e non esitate a commentare ed a chiedere se avete qualche curiosità. Nel limite del possibile risponderò a tutti volentieri."

sabato 13 maggio 2017

IL GERMOGLIO DEL TICINO, UN PROGETTO SOSTENIBILE PER SALVAGUARDARE IL NOSTRO TERRITORIO

Siamo in compagnia di Laura Maciari e Stefano Montani che gestiscono con grande passione il profilo instagram @il_germoglio_del _ticino, un bellissimo hub di condivisione fotografica per la promozione territoriale del Parco Lombardo della Valle del Ticino che collabora costantemente con @fotopavia. A loro rivolgiamo alcune domande per conoscere meglio l'attività del Germoglio. 

Laura e Stefano, la prima domanda è d'obbligo: ci parlate del progetto di promozione territoriale da cui tutto è partito, quando è nato e che risultati ha finora prodotto?
Laura e Stefano: "Il progetto nasce con la volontà di promuovere il fiume Ticino, la sua conoscenza e suscitare curiosità e voglia di esplorare il territorio in maniera sicura. Ci sono ragioni ulteriori: promuovere le sedi del parco, le cascine e gli operatori economici (bed and breakfast, ristoranti, ecc) che collaborano all'iniziativa."
Il profilo Instagram collegato al progetto condivide giornalmente fotografie molto suggestive, sicuramente un bel biglietto da visita per promuovere con le immagini la vostra attività, cosa ne pensate a tal proposito?
Laura e Stefano: "Il nostro profilo Instagram prevede tre "selezioni" fotografiche al giorno che servono a far conoscere il fiume ma anche le città turistiche ed i luoghi di indubbio interesse storico che sono legati al Ticino. Pensiamo al Lago Maggiore, alle Dighe di Panperduto, al Canale Villoresi con i Navigli, alla Piazzetta Tornavento, per non parlare della parte più escursionistica che parte dal Ponte della Becca fino a Somma Lombardo, un percorso di quasi 120 km di camminate immersi nella natura."
Quali sono i criteri di selezione delle foto?
Laura: "I criteri di selezione sono affidati a Stefano che abbina una discreta conoscenza del Parco del Ticino ad un occhio fotografico buono. Indubbiamente la scelta cade spesso sui luoghi che suscitano maggiore interesse: Pavia per la sua storia, i Navigli, il Ponte delle Barche, Vigevano per la sua cultura e Somma Lombardo per essere il punto di partenza di escursioni potendo godere della vicinanza del Lago Maggiore."
Vengono adottati particolari criteri per promuovere la galleria fotografica?
Stefano: "La promozione su Instagram è curata da Laura che nel pieno rispetto delle regole di questo social network, chiede il tag alle foto che ritiene le migliori."
Sul sito ufficiale del Germoglio del Ticino non abbiamo trovato il collegamento alla Vostra galleria fotografica di Instagram, pensate in futuro di inserirlo oppure preferite mantenere distinti questi due aspetti del progetto?
Laura e Stefano: "Il collegamento al profilo Instagram è attualmente presente solo sulla pagina ufficiale di Facebook tuttavia è allo studio un progetto per la creazione di un nuovo sito internet che comprenderà sia la pagina Facebook sia il profilo Instagram."
Le foto della galleria Instagram sono prevalentemente di tipo paesaggistico: pensate in futuro di pubblicare anche immagini di eventi che riguardano l'attività del Parco oppure foto degli operatori commerciali che aderiscono al progetto?
Laura: "Il profilo Instagram non prevede la promozione commerciale per scelta di Stefano. Lo scopo dell'hub è di aumentare il numero di follower per far conoscere il Ticino ed i suoi punti di interesse al maggior numero di persone possibile. Anche la continua ricerca di bravi fotografi che condividano con noi le loro immagini rientra nei nostri obiettivi."
Il Parco del Ticino è un territorio bellissimo che si presta per l'organizzazione di eventi. Avete mai pensato di coinvolgere i vostri follower con degli instawalk e instameet?
Laura e Stefano: "Le mappe ed i meeting potrebbero essere inclusi nel nuovo progetto che è in fase di studio e quasi operativo. Possiamo annunciarvi in anteprima che verranno pubblicizzati eventi che attualmente vengono promossi sulla nostra pagina Facebook, attualmente il miglior veicolo di conoscenza mediatica"
Pensate in futuro di favorire attraverso Instagram, la nascita di relazioni anche offline?
Laura e Stefano: "Questo sarebbe sicuramente un ottimo obiettivo da perseguire. Costruire una rete di collaborazioni tra i nostri utenti/follower per promuovere una migliore conoscenza del territorio. Spesso ci accorgiamo che molte persone che frequentano Ticino hanno un'esperienza limitata al loro ambito territoriale di riferimento."
E per concludere, quali sono i vostri progetti futuri?
"Il progetto prevede la costruzione di un nuovo sito che comprenda sia la pagina Facebook sia l'hub di Instagram e che descriva percorsi e strutture presenti sul territorio in grado di ospitare escursioni a piedi o in mountain bike, gite culturali e storiche."

Non ci resta che ringraziare Laura e Stefano per la loro disponibilità in attesa di vedere il nuovo progetto del Germoglio.
 
 
 
 
 

venerdì 12 maggio 2017

DOMANI TORNA LA PAVIA-PISA LA SFIDA REMIERA CHE SI RINNOVA DA 55 ANNI

Domani pomeriggio (ore 17.00) vi aspettiamo lungo le sponde del Ticino a fare il tifo per i nostri ragazzi del Cus Pavia che sfideranno a colpi di palate gli storici rivali dell'Università di Pisa, nella competizione remiera tra atenei più importante d'Italia.
La regata ha un significato storico perchè vuole ricordare i giovani volontari universitari che parteciparono alla battaglia nei pressi di Mantova il 29 maggio 1848 spinti dagli ideali risorgimentali.

La competizione si disputa negli anni dispari a Pavia e negli anni pari nella città toscana. In palio il prestigioso trofeo Curtatone Montanara, una imponente scultura realizzata da Giovanni Rubens Bossi che raffigura gli stemmi delle due Università ed i simboli delle due città in lotta.
QUALCHE DETTAGLIO TECNICO
Le imbarcazioni in gara sono denominate "8+", lunghe 17,5 mt. con un peso di 93 kg, sono composte da 8 canottieri e dal timoniere.
La gara si svolgerà  tra l'idroscalo e la casa galleggiante dei Vogatori pavesi (percorso di circa 500 mt.). Il percorso è contro corrente e sono previste due manches (una alle ore 17.00 e la seconda alle ore 17.30), a corsie invertite. La squadra vincitrice sarà quella che avrà fatto registrare il miglior tempo calcolato  sommando i risultati ottenuti in ciascuna manche. 
Per quanto riguarda la composizione degli equipaggi, il regolamento prevede che possono partecipare studenti dei due atenei tesserati F.I.C. oppure laureati dei due atenei da non oltre un anno accademico con alle spalle almeno la partecipazione ad una edizione della regata oppure laureati dei due atenei iscritti a corsi di specializzazione che abbiano in passato già partecipato a questa regata infine è previsto l'obbligo di schierare degli esordienti.
Chi saranno i magici 8+ che lotteranno per la nostra città? 
In questi casi la pretattica è d'obbligo e solo domani alle 17.00 si potrà avere una conferma dei nomi dell'equipaggio che il sito del Cus Pavia ha pubblicato.
Ringraziamo Giacomo Broglio parte in causa (e non potrebbe essere altrimenti) per averci inviato la foto che vedete nel post. 
Per seguire su Instagram le attività dei nostri canottieri vi consigliamo @j.bluff e @cuspavia_rowingteam profili amici di @fotopavia.
 





 

 

mercoledì 10 maggio 2017

VISITIAMO IL MUSEO PER LA STORIA DELL'UNIVERSITA' DI PAVIA



Oggi vi accompagniamo alla scoperta del Museo per la Storia dell'Università di Pavia con una guida d'eccezione, la direttrice Prof. Lidia Falomo Bernarduzzi che ringraziamo per la Sua disponibilità.

Prof. Falomo, partiamo dai titoli di coda dell'ultima importante iniziativa del Museo Storico dell'università di Pavia: la presentazione del volto di Alessandro Volta secondo le tecniche di ricostruzione forense.
"Le collezioni principali del nostro museo riguardano la Fisica e la Medicina nel Sette-Ottocento. All'incrocio di queste collezioni si trova un preparato particolare: il calco in gesso del cranio di Alessandro Volta, realizzato nel 1875. Del notissimo inventore della pila abbiamo molte statue e ritratti, spesso non somiglianti gli uni agli altri.
Ci siamo quindi posti la domanda se il suo cranio potesse dare qualche indizio sul suo aspetto e, una volta ottenuto il sostegno della regione (L.r. 39/74 - Condividere il patrimonio museale universitario: nuove modalità di fruizione rivolte anche agli utenti con disabilità sensoriali), ci siamo rivolti al dott. Davide Porta, del Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense dell’Università degli studi di Milano, esperto nelle metodiche di ricostruzione facciale in casi forensi e in soggetti antichi. Queste metodiche, applicate a soggetti senza identità, consentono di trasformare i dati ottenuti dallo studio antropologico in un volto che risulta utile all’identificazione nei casi recenti e consente di ‘riportare in vita’ persone scomparse da tempo.
Benché il volto sia solo in parte influenzato dall’architettura ossea sottostante, le tecnologie moderne ci hanno offerto la possibilità di ottenere oggi, a quasi duecento anni dalla sua morte, un nuovo ritratto del viso dello scienziato comasco.”
Venerdì 5 maggio quando avete inaugurato la mostra erano presenti numerosi visitatori ed il giorno seguente il quotidiano locale ha dedicato ampio risalto all’evento.  Stiamo assistendo ad un risveglio dell’attenzione nei confronti delle iniziative culturali?
“Questa è la nostra speranza, in parte confermata anche dall’aumento del numero di visitatori del museo.  Non solo la stampa locale ha dato risalto all’evento, ma la grande notorietà di Volta e la particolarità dell’evento hanno senz’altro favorito l’attenzione della stampa. “
Quali sono le principali attrattive offerte dal Museo Storico dell’Università di Pavia?
“Nel museo è possibile compiere un “viaggio nel tempo”, entrare a contatto con grandi scoperte e invenzioni, come quelle di Volta, che ha cambiato il nostro mondo, o di Camillo Golgi, che ha posto le basi delle moderne neuroscienze.
Gli oggetti e i reperti conservati nascondono storie affascinanti, possono suscitare emozioni forti e fanno comprendere le modalità della ricerca e della didattica dei secoli passati.”
Esplorando il vostro sito internet abbiamo notato che il Museo Storico offre la possibilità di poter fruire su prenotazione del servizio di visite guidate, sicuramente un indubbio vantaggio per poter apprezzare appieno le vostre collezioni
“Si, il museo è aperto il lunedì pomeriggio, il mercoledì e il venerdì mattino e ogni quarto sabato del mese (al pomeriggio), ma è possibile prenotare visite guidate anche in altri giorni e orari. 

Nella mission del Museo Storico rientra anche la volontà di creare un coinvolgimento con la città di Pavia ed il suo territorio, quali sono gli strumenti che utilizzate per il raggiungimento di questo risultato?
 “Siamo senz'altro molto interessati a coinvolgere gli abitanti di Pavia e del suo territorio. Dal punto di vista tecnico, cerchiamo il coinvolgimento tramite il sito web, Facebook e Instagram.
Tramite questi canali e la comunicazione tradizionale cerchiamo di informare tutti gli interessati delle varie iniziative che proponiamo, come visite tematiche, esposizioni e laboratori che fanno particolare riferimento alla storia dell'Università e del territorio. 

Che importanza ritiene possa avere la fotografia come fattore di promozione del Museo Storico
“Pensiamo che le immagini possano catturare l’attenzione, stimolare la curiosità, creare emozioni, lasciare un ricordo forte, perché le immagini si fissano nella memoria più facilmente delle parole.”
@fotopavia, la nostra gallery di condivisione fotografica di Pavia e provincia ha conosciuto il Museo Storico e le sue attività attraverso il profilo Instagram. A quando risale il vostro sbarco in questo popolare social network e quali sono state le motivazioni alle base di questa scelta?
“Il nostro profilo Instagram è molto recente, risale all’inizio di febbraio.  Era nostra intenzione creare una comunità non solo reale ma anche virtuale, con cui condividere le tante immagini di cui disponiamo, ciascuna legata a oggetti e personaggi del museo e alle storie dietro ad essi nascoste.
Storie che si intrecciano spesso con luoghi e testimonianze della città nei suoi vari periodi storici.La comunità di Instagram ci è parsa più aperta rispetto ad altre piattaforme e più interessata alla particolarità delle nostre collezioni"


In attesa di condividere con il Museo per la Storia dell’Università di Pavia le prossime iniziative in programma, ringraziamo nuovamente la Prof. Lidia Falomo per il tempo che ci ha dedicato.


lunedì 1 maggio 2017

fotopavia I PREMIATI DEL MESE DI APRILE

Ecco le bellissime foto di aprile 2017 premiate per aver ottenuto il maggior numero di likes nella nostra galleria. 
Al primo posto @martinabrancato95 con la fotografia del Borgo Basso con le rive colorate di fiori (950 likes). Secondo posto per @mariagraziamontagnari con la foto del Ponte Coperto scattata pda un'imbarcazione (915 likes). Terzo posto per @ugocei con la foto aerea di Pavia e dei suoi simboli (910 likes). 
In quarta posizione si è piazzata @moorea_ con la foto del Ponte Coperto che si tinge di arancio (834 likes). Al quinto posto @ema_c_barrett con la foto floreale del Ponte Coperto (793 likes).
Complimenti ai premiati e grazie a tutti per la partepazione ed il supporto alla nostra galleria. 
Appuntamento per tutti al mese prossimo! 
@martinabrancato95

@mariagraziamontagnari

@ugocei

@moorea_

@ema_c_barrett_

sabato 29 aprile 2017

Quattro chiacchiere con @edschepis lo street photographer pavese di adozione

Tra gli amici di @fotopavia, siamo orgogliosi di citare @edschepis, Edoardo Schepis all'anagrafe che si fa apprezzare per i suoi scatti street unici e magici. L'abbiamo contattato oggi pomeriggio cercando di saperne un pò di più sulla sua passione fotografica. Edoardo è stato molto disponibile rispondendo con velocità e senza remore alle nostre domande. Ne è nata così una breve intervista che pubblichiamo qui di seguito.

Edoardo Schepis ci racconti com'è nato il fuoco della passione fotografica?
"Ho iniziato a fare foto da bambino con la Canon a pellicola di mio padre, ormai 40 anni fa. La usavo spesso per gioco e mi divertivo molto. Poi nel 1991 la abbandonai dopo un viaggio a New York (mi ricordo che scattai all'impazzata 8 rullini...). non so neanche perchè lasciai perdere, forse furono gli impegni universitari ad allontanarmi. Lo scorso anno un amico mi presta la sua digitale per fare una foto a lui ed a sua moglie e... mi scoppia improvvisavamente la passione che porto con me oggi. E' stata una rinascita e un amore a primo scatto. Compro una Canon 6D, un paio di lenti ed eccomi qui".  
Gli scatti stupendi che troviamo sul tuo profilo instagram e sul tuo sito internet ti identificano come uno street photographer. Ti riconosci sotto il tetto di questa definizione?
"Sì, direi propri di sì. Ho conosciuto questo termine da poco ma mi identifico molto in questo genere. Considero gli scatti di street unici e magici: quelle persone, in quel posto, con quella luce... sono uniche, quello scatto non si può ripetere... Per me significa essere l'unico a catturare quel momento, un privilegio incredibile. Inoltre mi piace avvicinarmi molto per cogliere gli sguardi degli sconosciuti, i pensieri che puoi cogliere dai loro occhi."

Quando hai deciso di fotografare soggetti in situazioni reali?
"Ho iniziato leggendo qua e là articoli e libri di fotografia ed ho scoperto le foto dei grandi fotografi di street che mi hanno subito catturato. Venivo e vengo tuttora catapultato in quel mondo, in quel momento. Rivivo quelle strade e quelle situazioni, le considero foto vive anche dopo tanti anni. Elliott Erwitt, Vivian Maier, Cartier-Bresson e tanti altri che hanno congelato quei momenti rendendoli unici."
Parlaci di come nascono le tue fotografie
"Mi piace andare in giro in città e mi guardo intorno. Cerco situazioni curiose, persone uniche, a volte strane, a volte bellissime. Credo di aver sempre scattato fotografie con i miei occhi in giro per le strade della città, adesso ho la mia Canon per fermare gli attimi. Dopo un pò che fotografi (e io lo faccio in realtà da molto poco tempo) ti accorgi che diventa istintivo... è la foto che ti chiama. In una frase direi che nascono dalla mia curiosità di vedere e scoprire le cose che mi stanno intorno: senza curiosità non ci sarebbero le mie foto."

Quali macchine fotografiche ed ottiche preferisci?
"Uso la mia Canon 6D full frame che mi dà tanta flessibilità in condizioni di luce molto diverse. Le ottiche che preferisco sono il 50mm ed il 24-105: per la street cerco di usare 24 e 50 perchè conferiscono una certa drammaticità alla foto tuttavia non posso fare a meno del 24-105 che mi permette di cogliere anche situazioni che non sono necessariamente vicine a me. Uso anche il mio iPhone  perchè una foto la puoi trovare anche nel momento e nel posto più inaspettato ed alla fine la tecnologia a supporto conta fino ad un certo punto: sono la curiosità e l'occhio che fanno la foto."
Sei mai stato scoperto mentre fotografi le persone?
"Ah sì, eccome! Nel 99%  dei casi basta un sorriso e non dicono nulla ma quell'1% mette a dura prova la mia passione e la voglia di avvicinarmi."

Ti è mai accaduto qualche episodio curioso che varrebbe la pena di raccontare?
"Una volta una modella americana entrata per caso nella scena che stavo fotografando ha voluto vedere tutte le foto e pretendeva che cancellassi la sua... ma in realtà non l'avevo ritratta. Di recente una signora che parlava solo il russo credo mi abbia intimato di cancellare la foto che avevo fatto... ho resistito dicendo che non capito. La foto si è rivelata bellissima e sono contento di averla difesa fino lla morte."
Che consiglio ti sentiresti di dare a chi vuole diventare street photographer?
"Prima di tutto bisogna capire quanto si è curiosi. Andare in giro senza cercare situazioni, persone, ombre, strade, architetture, vuol dire non avere la curiosità necessaria per fare le foto street. Poi nessun altro consiglio, solo fare tante foto e piano piano diminuire il numero di scatti carcando di farli pesare. Fare mille scatti per tenerne solo uno buono può essere una tattica ma preferisco farne meno cercando di cogliere solo le situazioni che sono veramente uniche operando una selezione. Questo processo migliora solo col numero di foto fatte. La frase di Eliott Erwitt che cito nella presentazione del mio profilo Instagram riassume alla perfezione il mio pensiero:"Per me la fotografia è l'arte di osservare, si tratta di trovare qualcosa di interessante in una normale stanza. Ho poco a che fare con le cose che vedete e tutto a che fare con il modo di vederle".

Vivi a Pavia, che rapporto hai con questa città? 
"Sono nato a Siracusa, ho fatto l'università a Napoli, lavoro a Milano ormai da quasi vent'anni e vivo a Pavia da 8. Sono sposato e ho due bambini e in questa città ho trovato la dimensione giusta per la mia famiglia. Pavia è una città tranquilla che scopri facilmente a piedi, nella quale si vive bene ed ha il vantaggio di essere a pochi passi da una metropoli come Milano. Ho anche scoperto che la gente è molto più aperta di quanto immaginassi e questa cosa mi ha convinto a trasferirmi qui."
Parlando di social network, che rapporto hai con Instagram?
Instangram non lo usavo affatto prima di lanciarmi nella fotografia. Adesso rischia di diventare una droga... quanti likes? quanti followers in più oggi? Ma è un'incredibile vetrina. Il mio sito di fotografia edoardoschepis.com è una vetrina ma Instagram è il posto in cui posso mostrare i miei progressi, avere un riscontro immediato del mio lavoro e seguire grandi fotografi per trarre ispirazione"
Toglici una curiosità. Tutti i tuoi commenti postati su Instagram e la presentazione stessa del tuo sito sono in lingua inglese. Ci spieghi il perchè di questa scelta?
"La fotografia non ha confini e non voglio limitarmi nel condividere i miei lavori. Consiglio a tutti di fare un sforzo e aprirsi al mondo e la lingua inglese è l'unico modo per arrivare dappertutto."