@fotopavia su Instagram

giovedì 30 giugno 2016

Top_italia_photo condivide su Instagram gli scatti più belli della nostra Italia

Foto condivise da tutte le località italiane: mari, monti, colline, città ma anche luoghi meno noti del nostro Bel paese. Questo e molto altro potrete trovare esplorando la galleria su Instagram di top_italia_photo.

Per saperne di più ho fatto quattro chiacchere con l’amministratore e moderatore del profilo Leonardo Patanè, in arte @leoct79.
Leonardo, sono venuto a conoscenza di top_italia_photo grazie a due foto fantastiche del Ponte Coperto di Pavia che hai pubblicato sul tuo profilo personale dove risulti amministratore di ben quattro profili di condivisione fotografica: top_italia_photo, volgolombardia, volgocatania e brianza_photo. Come è nata la tua passione per questo tipo di gallerie?
"Tutto nasce dalla mia passione per la fotografia paesaggistica e la ricerca di nuove località. Sono nato a Catania ed ho vissuto per 22 anni a Riposto, un bellissimo paese in provincia successivamente mi sono trasferito a Monza dove ancora vivo insieme a mia moglie ed alla mia splendida bambina. Perché gestisco VolgoCatania e VolgoLombardia è presto detto: non posso dimenticare il mio paese d'origine ma voglio anche scoprire e far conoscere le stupende località della Lombardia che mi ha ospitato con vero piacere.
Per quanto riguarda il profilo Instagram top_italia_photo, penso rappresenti la sintesi delle mie passioni: l'amore per la fotografia e per il mio paese, l'Italia.

Parlando di top_italia_photo, puoi dirci quando è nata e quali obiettivi si propone?
"Top_Italia_photo nasce il 13 settembre 2014 grazie al mio caro e bravissimo amico Marco Brancatelli, che trovate su Instagram con il nick @babymarcov_ Lui ha creato e e gestito la galleria ed è stato il primo a ripostare un mio scatto in questa gallery.
Due anni fa sono entrato a far parte del team di top_italia_photo, diventando amministratore lo scorso anno. In questo periodo ho anche avuto la possibilità di creare anche top_lombardia_photo.
L'obiettivo della nostra galleria è quello di ripostare ogni giorno i migliori scatti italiani dei nostri seguaci e renderli visibili non solo in Italia ma in tutto il mondo. Abbiamo un largo seguito che desideriamo ulteriormente incrementare (il profilo supera i 30 mila followers) grazie agli scatti che condividiamo.

Quali sono i criteri che utilizzi in generale per selezionare le foto che vengono pubblicate su @top_italia_photo ma anche sugli altri tre profili di condivisione che gestisci?
 "Su top_italia_photo, proprio come dice il nome, è necessario scegliere il meglio cercando di selezionare foto da tutta Italia purché siano di ottima qualità visiva o di tecnica fotografica. Per quanto riguarda i profili "volgo", l'obiettivo è promuovere il territorio con le sue tradizioni, i suoi cibi e gli eventi che lo animano."

Quali sono i principali metodi che utilizzi per promuovere le tue gallery di condivisione?
 "I metodi principali sono la costanza nel pubblicare le fotografie e la scelta di cambiare ogni giorno i luoghi che vengono ritratti. Inoltre sono alla ricerca continua di nuovi profili instagram con foto interessanti che ancora non conoscono questa gallery. Se noto degli scatti apprezzabili non lesino likes e commenti positivi. 

Quale pensi possa essere l’evoluzione futura delle gallery di condivisione su Instagram?
"Dipenderà molto dai cambiamenti che in futuro questo social network introdurrà. Per il momento non riesco a vedere evoluzioni apprezzabili a causa dei numerosi vincoli imposti dal social"

Per concludere, quali sono i tuoi progetti futuri?
"I progetti futuri sono legati ad un mio miglioramento e aggiornamento fotografico. 
Per quanto riguarda la gestione dei vari profili finché i miei impegni personali me lo consentiranno continuerò a selezionare foto su foto per far conoscere la nostra bellissima nazione attraverso gli occhi di tutti i nostri seguaci."



domenica 26 giugno 2016

Mr Savethewall getta la maschera


di Pietro Rizzi

Pierpaolo Perretta è uno street artist comasco molto apprezzato che da qualche anno ha iniziato ad esporre le sue opere con lo pseudonimo di Mr Savethewall. Il suo approdo nelle gallerie d’arte è iniziato letteralmente dalla strada. E’ infatti nelle vie della sua città che le opere di  Mr SavetheWall fanno le prime apparizioni fissate  temporaneamente ai muri con quattro pezzi di nastro adesivo giallo agli angoli perché la filosofia di fondo è quella di suggerire idee e lanciare messaggi a volte provocatori nei confronti di tematiche di attualità ma sempre rispettando ciò che appartiene alla collettività. 

La reazione dei suoi concittadini è a dir poco straordinaria: i suoi lavori vengono letteralmente “catturati” dai passanti per essere incorniciati. Da qui il passo verso il riconoscimento da parte del mondo dell’arte è stato breve e le sue realizzazioni hanno cominciato ad essere ospitate nelle gallerie d’arte e negli spazi pubblici.
Per saperne di più della sua attività artistica sempre in fermento abbiamo rivolto a Pierpaolo qualche domanda.


Pierpaolo, perché un giorno della tua vita hai deciso che ti saresti dovuto trasformare in Mr Savethewall?
Tutto nasce mentre svolgevo la mia professione di vice direttore generale di una grande associazione di categoria comasca. Ho cominciato a sentire il bisogno di esprimere la mia visione della società contemporanea e delle sue derive, senza confliggere con il mio ruolo di “personaggio pubblico”. Ho brevemente pensato a come avessi potuto fare. L’unica via era farlo nottetempo, camuffato per non essere riconosciuto dalle telecamere di sorveglianza, in un luogo visibile a tutti, la strada, con una tecnica che mi consentisse la riproducibilità: lo stencil. 

Per farlo, tuttavia, non potevo andare contro i miei principi etici e la mia educazione, imbrattando i muri. La formula identificata è stata quella di una nova forma di “arte di strada”: disegni su cartone o carta da pacchi attaccati con nastro adesivo brandizzato “Savethewall”. 
Savethewall nasce così, salvando i muri dai miei stessi lavori . Quando poi ho deciso di lasciare il mio lavoro, mi sono ritrovato automaticamente con una nuova professionalità tra le mani. Oggi la realizzazione e la vendita di stencil è il mio lavoro.

Ci puoi parlare della tecnica che utilizzi per realizzare le tue opere?
La tecnica è quella dello stencil. Disegno su carta e poi ritaglio le parti scure in modo da creare delle maschere. Spruzzando il colore attraverso gli intagli si materializzano i miei lavori. Questa tecnica è oggi nota grazie a Banksy, il più famoso degli stencil artist, ma ce ne sono altri, contemporanei, come Blek le Rat, Jeff Aèrosol, C215 e tutti quelli che sono stati risucchiati nella categoria “Planet Banksy”. Ci sono artisti italiani molto più noti e importanti di me come Lucamaleonte, Orticanoodles e tanti altri. La tecnica è stata usata anche da Franco Angeli e Tano Festa, Schifano. Ancora prima un’iconografia riconducibile allo stencil si poteva ravvisare durante il ventennio fascista e nella decorazione di ambienti country.
Per non parlare del fatto che 40 mila anni fa nel Sulawesi alcune iscrizioni rupestri furono realizzate appoggiando le mani sul muro e spuzzando pigmento dalla bocca."

Le tue realizzazioni non lasciano mai indifferenti per la loro tendenza a trattare temi forti e scomodi della nostra contemporaneità. Qual è il messaggio che vuoi veicolare?
"Ho scoperto che ognuno riesce ad attribuire comunque un significato personale ad ogni mio lavoro. Qualcuno disse che “La verità, come l’arte, è negli occhi di chi guarda” (citazione di una frase  di James Jim Williams tratta dal film "Mezzanotte nel giardino del bene e del male" n.d.r.) e penso sia verissimo. Tuttavia concordo sul fatto che la maggior parte dei miei lavori non lasci indifferenti il grande pubblico. Nel sistema dell’arte, salvo rare eccezioni, sono molto più apprezzati lavori che lascino più spazio alla fantasia. Non è il mio caso. Ci tengo molto al fatto che il mio lavoro suggerisca lo spunto di riflessione, cercando di non cadere nella trappola del “didascalico” che è sempre in agguato. 

Cerco nel mio piccolo di far riflettere sulla società, le sue derive, i suoi limiti. Tutto sommato non mi mancano gli spunti, in quest’epoca di crisi e di decadentismo."

Recentemente sei salito alla ribalta per la “campagna cartoline” a difesa del lungolago di Como, ci parli di questa iniziativa e di come è nata?
"L’iniziativa ha le radici nella mia poetica e nella mia ricerca, come specificato prima. Ho solo cambiato il linguaggio. Avevo già fatto un’operazione simile mettendo i fiori nelle buche delle strade del centro storico (a Como n.r.d.) per evitare ai distratti malcapitati passanti di caderci dentro. Subito i media si sono interessati alla provocazione e le istituzioni competenti hanno provveduto alla risistemazione del manto stradale dopo mesi di incuria. L’operazione delle cartoline è analoga ma con il vantaggio della collaborazione del principale quotidiano locale che ha avuto il fondamentale ruolo di amplificare la portata della provocazione. La gente ha risposto in massa facendo la differenza. Il fenomeno ora è noto a livello mondiale. Tutto nasce dall’osservazione di quanto è, come sempre, sotto gli occhi di tutti.
L’impresa artistica, forse, consiste nel trovare il modo di portare a galla il problema in modo ironico, provocatorio ed efficace ma senza essere offensivo."

Cosa nascondi nel cilindro per il futuro?
"Per ora solo il fatto di voler andar fuori dall’Italia, mio malgrado."
 Una conclusione che lascia con l'amaro in bocca, ma la speranza è che il finale vero sia a lieto fine…in Italia.


Campo dei Gesuiti

VENEZIA ALLO SPECCHIO 
Rubrica a cura di Lorenzo Bettio @bettio


martedì 21 giugno 2016

The Floating Piers istruzioni per l'uso

Tutto quel che c'è da sapere sul nuovo spettacolare progetto di Christo e della moglie Jeanne Claude che sta andando in scena sul lago d'Iseo (dal 18 giugno al 3 luglio) con oceanica partecipazione di pubblico, lo potete trovare sul sito ufficiale del progetto. 
Il fatto concreto è che si potrà provare la sensazione di camminare sulle acque grazie ad una avveniristica passerella di 3,5 km  in tessuto giallo sostenuta da un sistema modulare di pontili galleggianti in polietilene.  Il percorso ideato dai due artisti collega direttamente sul lago i paesi di Sulzano, Monte Isola e l'Isola di San Paolo.
A tre giorni dall'inaugurazione sono piovute sul web migliaia di fotografie, catalizzate su Instagram dall'hashtag #floatingpiers (mentre vi scrivo ha già superato quota 8 mila).
Perché non contribuite ad arricchire la galleria facendo una gita sul lago?

(foto di @gian_pietro )












(foto di @ igussago )


(foto di @ chouckrydoux )


lunedì 20 giugno 2016

Rooftopping: il selfie riservato a chi non soffre di vertigini

Se volete entrate di diritto nell'hashtag #rooftopping non avete alternative: è necessario salire in cima ad un edificio, meglio se si tratta di un grattacielo (tower o skyscraper non fa differenza), sporgersi con impavido coraggio dal cornicione e solo allora…scattare una bella foto del paesaggio sottostante.

L'alternativa è godersi le foto spettacolari di questi spericolati che in giro per il mondo sfidano le leggi di gravità. Ho scelto tre fotografi che hanno pubblicato delle gallerie molto particolari: Tom Ryaboi , considerato uno dei pionieri del rooftipping, Erik Mauer (fantastico su flickr il suo album "High up") e Jonathan Castellino. Su instagram potete anche trovare delle gallerie di condivisione fotografica su questo tema come ad esempio chasing_rooftops o la canadese cosmocalisse per finire con l'hub cinese 5 . 12  
Buona visione a tutti ed un consiglio spassionato: evitate di emulare questi fotografi se non avete superato con profitto un corso avanzato per provetti trapezisti.


domenica 19 giugno 2016

I ritratti dei senzatetto di Lee Jeffries raccontano vite dimenticate

Le vite dimenticate dei senzatetto che spesso incrociamo distrattamente ai bordi di una strada trovano negli scatti di Lee Jeffries  - fotografo inglese - un significato profondo, ricco di storie tutte da raccontare. Tutte le città del mondo accomunate da una frenesia senza limiti e spesso fine a se stessa ne sono testimoni indifferenti. 
Le foto di Lee Jeffries ci invitano a rallentare, a prendere coscienza di un mondo che non è distante anni luce ma puoi trovare a pochi passi da casa, basta non chiudere gli occhi o girare le spalle dall'altra parte. 

THE PORTRAITS OF THE HOMELESS BY LEE JEFFRIES TELL FORGOTTEN The forgotten lives of the homeless who often crossed casually on the edge of a road located in the shots by Lee Jeffries - British photographer - a deep meaning, full o all stories to tell. All the world cities united by a frenzy without limits and often end in itself witness them indifferent. 
The pictures of Lee Jeffries invite us to slow down, to become aware of a world that is not light years away, but you can find just a few steps from home, just do not close their eyes or turn their backs on the other side.

Alla scoperta dei paesaggi marini del nord Europa

Guardando le foto fantastiche di Florian Plöger in arte fp . photo si scopre un'Europa del nord (Germania e Danimarca in particolare) che regala paesaggi marini di rara bellezza. Se non fosse per la geolocalizzazione sarebbe facile confondersi con i ben più inflazionati paesi d'oltreoceano.
Nella sua galleria potrete trovare anche scorci fiabeschi della nostra Toscana e del Trentino Alto Adige.

DISCOVER THE MARINE LANDSCAPES OF NORTHERN EUROPE
Looking at the pictures fantastic of Florian Plöger met on instagram under the pseudonym fp.photo, we discover a Europe of the North with seascapes of rare beauty. If it were not for geolocaion it would be easy to get confused with overseas countries. In his gallery you can also find fabulous views of our Tuscany and Trentino alto Adige. 

lunedì 13 giugno 2016

URBEX PAVIA - la mostra fotografica di Marcella Milani guida alla scoperta dei luoghi dimenticati della città

Il 23 giugno si aprirà a Pavia presso lo Spazio per le Arti contemporanee del Broletto, la mostra fotografica di Marcella Milani dal titolo: "URBEX PAVIA. VIAGGIO FOTOGRAFICO NELLE AREE DISMESSE".
Si tratta di un progetto ideato e realizzato dalla fotografa professionista pavese che ha ottenuto il patrocinio della Provincia di Pavia ed è stato organizzato grazie alla collaborazione del Settore Cultura del Comune di Pavia, della Fondazione Comunitaria Provincia di Pavia e dell'Associazione amici del Carmine Onlus.
Chi meglio dell'autrice può aiutarci a capire di cosa si tratta. 
Di seguito pubblico la breve intervista che Marcella ha concesso al nostro blog.
Marcella Milani da cosa nasce l'idea di organizzare una mostra fotografica sulle aree dismesse della città di Pavia e perché l'hai intitolata "urbex Pavia"? "Urbex è l'abbreviazione di Urban Exploration (tradotta dall'inglese esplorazione urbana) e consiste nell'esplorare e documentare aree e strutture abbandonate. L'ispirazione è nata parecchi anni fa, quando con mio padre passeggiavo oltre i viale alberati della "rotonda" fino ad arrivare a vedere i tetti degli ex magazzini militari e proseguendo dopo Porta milano, verso l'ex area Necchi. Mi suggerì l'idea. Solo parecchi anni dopo iniziai il progetto, fotografando la maggior parte delle aree dismesse della città. il catalogo della mostra è dedicato a lui". 

Entrando nel dettaglio, che cosa potranno trovare i visitatori della tua mostra?
"Un tuffo nella Pavia dismessa, dall'Idroscalo all'ex Snia Viscosa, passando per altre 14 aree, i visitatori troveranno un racconto attraverso 150 fotografie inedite in bianco e nero"
La mostra dura quasi un mese, se i visitatori volessero comunicare con te, trasmetterti le loro emozioni, porti delle domande, come potrebbero farlo?
"La mostra verrà inaugurata giovedì 23 giugno allo Spazio delle Arti Contemporanee del Broletto e proseguirà fino al 17 luglio. Sarò presente quasi tutti i giorni negli orari di apertura, quindi chiunque volesse comunicare con me non avrà problemi. Possono anche scrivermi cliccando sulla pagina facebook ufficiale dell'evento URBEX PAVIA" 

Da fotografa hai qualche idea su come riqualificare le aree abbandonate della città?
"Con questo progetto mi propongo di restituire attenzione e vita ai luoghi dimenticati e abbandonati di Pavia, di sensibilizzare la cittadinanza e lanciare, se possibile, l'idea di un percorso di riqualifica del territorio. La dislocazione di queste aree sul territorio s'intreccia con la complessità dei piani urbanistici che per favorire la crescita della città rischiano ogni volta di scontrarsi con il pericolo della demolizione di queste stesse aree, trascurando i progetti per un loro recupero funzionale. interrogarsi oggi sulla presenza di queste aree all'interno del tessuto cittadino significa riflettere sulla loro potenziale riconversione a supporto della città." 

Su wikipedia non c'è ancora una pagina con la tua biografia, non credi sia una grave mancanza per una fotografa del tuo talento ;) 
"No, non penso sia una grave mancanza. Urbex Pavia diventerà anche un sito web per raccogliere e arricchire tutti i contenuti del lungo progetto fotografico"