@fotopavia su Instagram

lunedì 7 novembre 2016

BARCHE E CIELO

ORIZZONTI PROSPETTICI
Rubrica a cura di Vittorio Catania @vittoriocatania


"It takes just one wave to capsize a boat, and one more 
to take it down." [cit.]

venerdì 4 novembre 2016

WEEKLY FRIEND: UN NUOVO MODO PER PROMUOVERE IL VOSTRO PROFILO INSTAGRAM

Weekly friend tradotto in italiano suona come l'amico della settimana. E' un modo nuovo e un po' inconsueto per promuovere il vostro profilo Instagram.  In cosa consiste? L'idea è semplice: se vi piace un profilo Instagram, contattate con la funzione direct il suo autore e proponetegli una breve collaborazione della durata di una settimana. Nell'arco dei sette giorni successivi inserirete nella presentazione del vostro profilo instragram le parole WEEKLY FRIEND (l'amico della settimana) seguite da almeno un paio di emoji che attirino l'attenzione (ad esempio io ho utilizzato per @fotopavia l'emoji della famiglia e quello della freccia) seguite dal nome del profilo Instagram che si intende promuovere. A sua volta il profilo Instagram che promuoverete inserirà nella sua presentazione il nome del vostro profilo con le stesse modalità. Questa reciproca collaborazione potrebbe favorire una condivisione dei followers purché si tratti di profili che abbiano una base comune di interessi.
Come misurare i risultati raggiunti in termini di nuovi followers?
Anche qui il metodo è piuttosto semplice. Prima di pubblicare sul vostro profilo il nick del nuovo amico settimanale, verificate quanti dei suoi followers avete in comune e ripetete la stessa verifica al termine della settimana di collaborazione per registrare eventuali incrementi.
L'esperienza di @fotopavia
Come amministratore di @fotopavia ho appena concluso la prima positiva sperimentazione di questo tipo grazie alla collaborazione di  @brianza_photo che ringrazio per aver accettato di avviare il percorso in comune. 
Da questa sera un nuovo profilo amico compare nella presentazione di @fotopavia: si tratta di @photomarcellamilani, il nick di una nota fotografa di Pavia che sta presentando al Castello di Belgioioso (PV) la mostra fotografica "Urbex Pavia - viaggio fotografico nelle aree dismesse" che tanto successo ha riscosso nell'estate scorsa al Broletto di Pavia.

martedì 25 ottobre 2016

domenica 23 ottobre 2016

EXPLORING METROPOLIS WITH DEEPINCITY

Deep in city Instagram photosharing profile dedicated to cities, impresses with the originality of published photos guiding us to discover the secrets of a metropolitan world often unknown.
To find out more, we interviewed the creators of this interesting community.

Your photo gallery shares very nice photos of the metropolis, when it was born and what goals it proposes?
Deepincity community was actually born on the 5th of May2015 in Moscow, Russia. It is the first and single community exists in our country. However, the idea of creating such a project was in 2014. I did not know how it will be growing and developing because there were no communities like this at that time. The urban and street style of photos, which we following was not that popular as now. The main goal of Deepincity is to communicate with different photographers all around the world to create and share photos and amazing moments of life. 

What are the criteria do you use to select photos that are published on your gallery?
There is not criteria, which we exactly follow, because in art straight rules do not exist. we try to select uniques pictures of different cities/countries, which have not published yet in other communities.
What are the cities that are published more?
I suspect that Moscow, Saint Petersburg, Chicago, New York and European cities are the most publishing ones. It does not important what city we post; the main point is the shot. It should not be similar to the others. It must have some effect on the audience.
What are the main criteria that you use to promote your gallery?
We suspect that great photos will find the audience anyway and try to show our vision on that particular question in thousands of others.
In the presentation of your gallery refer to three Instagram profiles (enlightsolutions, romantones, playoftones) what kind of cooperation do you have with them?
We promote each other in all posts publishing on Instagram and so people can watch and follow communities all over the world. To have such alliance we help to grow and develop urban and street styles of photography.
What do you think will be the future of sharing galleries of Instagram?
There is only one way of evolution. Pages like our will be popular only if each one would have a special and unique style of photos. Because as we see now there are a lot of similar pages with same content and it is boring to watch and follow them.
What are your future planes?
In future, we plan to develop our community, explore new places and get new acquaintances with people around the world. In addiction, we are to release Deepincity magazine and possibly make a new community, which will go outside of the city style.

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ESPLORANDO LE CITTA' CON DEEPINCITY

Deep in city, profilo Instagram di condivisione fotografica dedicato alle città, impressiona per l'originalità delle immagini pubblicate guidandoci alla scoperta dei segreti di un mondo metropolitano spesso sconosciuto. Per saperne di più abbiamo intervistato i creatori di questa interessante Community.

La Vostra galleria di condivisione fotografica pubblica foto fantastiche delle metropoli, quando è nata e quali obiettivi si propone?
La community "Deepincity" è nata il 5 maggio del 2015 a Mosca. questa community è la prima e unica presente in Russia. L'idea di crearla era già esistente a livello progettuale nel 2014. In quel periodo non c'erano ancora community di questo tipo pertanto non potevamo prevedere come questo profilo Instagram si sarebbe sviluppato e quale successo avrebbe riscosso. Lo stile urbano che cerchiamo di promuovere attraverso le immagini non era così diffuso come ora. Attualmente l'obiettivo principale di deepincity è quello di comunicare con diversi fotografi di tutto il mondo creando e condividendo foto e momenti di vita incredibili.
Quali sono i criteri che utilizzate per selezionare le foto che vengono pubblicate nella gallery?
Non ci sono regole che seguiamo perché nel mondo dell'arte non esistono regole. Il nostro obiettivo è di selezionare immagini uniche di diverse città di tutto il mondo che non hanno ancora pubblicato in altre community.
Quali sono le città più pubblicate?
Presumo che Mosca, San Pietroburgo, Chicago, New York e le città europee siano quelle maggiormente pubblicate. Non è importante quale città viene pubblicata poiché quello che più conta è la fotografia che deve essere originale, mai uguale alle altre già pubblicate. La foto deve essere in grado di suscitare forti emozioni in chi la guarda.
Quali sono i principali metodi che utilizzate per promuovere la Vostra galleria?
Riteniamo che foto molto belle sono in grado di riscuotere successo in tutti i paesi indipendentemente  dalla latitudine e possono provare a diffondere la nostra visone metropolitana.
Nella presentazione della vostra Galleria fate riferimento a tre profili Instagram (enlightsolutions, romantones, playoftones) che tipo di collaborazione avete con loro?
Ci promuoviamo reciprocamente su Instagram attraverso le didascalie pubblicate insieme alle fotografie così la gente può conoscere e seguire le community di tutto il mondo. Avere questo tipo di collaborazioni che cerchiamo sempre di ampliare, può aiutarci ad incrementare e sviluppare la nostra visione metropolitana attraverso le immagini.
Quale pensate possa essere l'evoluzione futura delle gallerie di condivisione su Instagram?
C'è solo un modo che permetterà alle gallerie di condivisione fotografiche di svilupparsi. Community come la nostra diventeranno famose solo se riusciranno a promuovere uno stile fotografico unico e speciale. Come si può constatare, ci sono molti profili Instagram simili al nostro e questo può essere noioso per chi guarda e li segue.
Quali sono i Vostri progetti futuri?
In futuro ci proponiamo di sviluppare la nostra community, esplorare nuovi luoghi e conoscere persone di tutto il mondo. Inoltre stiamo per realizzare una rivista di Deepincity e probabilmente creeremo una nuova community che supererà lo stile metropolitano che stiamo diffondendo.





giovedì 6 ottobre 2016

Esplorando i luoghi abbandonati delle città con Tobias

Nel profilo Instagram di Tobias che potete trovare con il nick @ tobi_urbex la fanno da padrone gli scatti dei luoghi abbandonati delle città fra Austria e Italia. 
Urbex è il termine che meglio descrive le sue passioni per l'esplorazione e la documentazione delle aree e strutture abbandonate dove la natura fa spesso capolino prendendosi una piccola rivincita sull'uomo e le sue costruzioni dimenticate.
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Instagram profile of Tobias whose nickname is @ tobi_urbex is full of photos of abandoned places between Austria and Italy.
Urbex is the word that best describes his passions for exploration and documentation of this places where nature often takes a revenge on the man and his constructions forget.  


Gondola & sunset

VENEZIA ALLO SPECCHIO
Rubrica a cura di Lorenzo Bettio @bettio


martedì 27 settembre 2016

Palermo

ORIZZONTI PROSPETTICI
Rubrica a cura di Vittorio Catania @vittoriocatania



"E' una delle più belle e gradevoli città che un viaggiatore possa incontrare." [cit.]

lunedì 26 settembre 2016

Catalogna senza segreti

Quando il bianco e nero sa dipingere la realtà molto meglio dei colori: la galleria di carlotta_w80 ne è la dimostrazione con i tanti frammenti di una Catalogna vissuta con originalità per le vie del centro, nelle piazze, in mezzo al traffico, allo stadio o semplicemente in qualche spiaggia della costa Brava.


lunedì 19 settembre 2016

TRISCINA DI SELINUNTE

ORIZZONTI PROSPETTICI
A cura di Vittorio Catania @vittoriocatania



I'll follow you wherever you go. Forever and always. [cit.]

domenica 18 settembre 2016

"GLI OCCHI DELL'ANIMA" LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI FABRIZIO VICINI

Gradito ritorno nel panorama fotografico pavese per Fabrizio Vicini che la prossima settimana esporrà i propri scatti a Mezzana Corti (PV), Via Fermi 25  (24-25 settembre presso l'Oratorio Giovanni Paolo II) nella mostra fotografica dal titolo "Gli occhi dell'anima". 
Si tratta di una selezione di trenta fotografie naturalistiche della provincia di Pavia che nelle previsioni della vigilia susciteranno tante emozioni ai visitatori che parteciperanno all'evento.
Come lui stesso ha sottolineato, "Non mancheranno tramonti, albe e cieli notturni stellati."
Fabrizio Vicini non è nuovo alla partecipazione a mostre fotografiche, ricordiamo tra le alte Sommo (PV), Castello di Chignolo (PV), Pavia, Sarnico (BG), Borgonovo Val Tidone (PC). 
Su Instagram potete trovarlo col nick @fabry99999 


sabato 17 settembre 2016

3.000 VOLTE GRAZIE DA FOTOPAVIA

Dopo due anni e nove mesi di attività su Instagram, @fotopavia taglia il traguardo delle 3.000 fotografie condivise, un risultato importante che è stato possibile realizzare grazie alla costante partecipazione di numerosi appassionati di fotografia che ci hanno ricordato con i loro scatti,  che Pavia e la sua provincia sono ricche di bellezze che vale la pena di scoprire.
Fotopavia fin dall'inizio ha scelto di non limitarsi a raccontare la città, aprendo alle foto del Ticino e delle sue rive, alle campagne del Pavese e della Lomellina e alle colline dell'Oltrepò Pavese. Questo racconto ha sempre avuto come filo conduttore il corso delle stagioni e non degli eventi nella convinzione che è solo la natura nelle sue mutevoli espressioni a conferire significati sempre nuovi a luoghi che pensiamo di conoscere da molto tempo.
Durante questo lungo cammino tanti amici hanno condiviso la nostra strada inviandoci le loro foto o apprezzando quelle che abbiamo pubblicato quotidianamente: a tutti loro va il nostro grazie, un grazie di cuore per averci sostenuto.
Pubblicare i nomi di tutti i profili Instagram che ci hanno fin qui autorizzato a pubblicare le foto sarebbe stata un'impresa quasi titanica poiché si supera quota 1.400 tuttavia ci è sembrato doveroso pubblicare almeno una testimonianza fotografica di chi  - detto in gergo calcistico -  in tutto questo tempo ha dimostrato un vero attaccamento alla nostra maglia.
Un arrivederci a quota 10.000 condivisioni  ;)















giovedì 15 settembre 2016

I paesaggi montani sono la passione di Massimo Mazza

Massimo Mazza l'ho scoperto su Instagram  - con il nick mzmax73 - attraverso una foto stupenda che aveva fatto alla Basilica di San Michele di Pavia tuttavia la sua vera passione fotografica è un'altra. Basta esplorare la sua galleria su Instagram ed il suo sito internet per rendersene conto: si tratta della montagna.
Le sue vedute spettacolari del Monterosa, dell'Alpe di Siusi, del lago di Carezza e del lago di Anterselva (tanto per citare qualche esempio) esaltano la bellezza e maestosità di un paesaggio dove la casetta di turno appare spesso come un puntino colorato in miniatura a significare che l'uomo non sempre riesce a prevalere su ciò che la natura gli regala.  

lunedì 12 settembre 2016

Tonnara Florio (Palermo)

ORIZZONTI PROSPETTICI
A cura di Vittorio Catania @vittoriocatania



"Tra vent'anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto.
Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Esplorate. Sognate. Scoprite." [cit.]

mercoledì 7 settembre 2016

La fotografia di esplorazione urbana: il workshop di Marcella Milani da ottobre a Pavia

Dopo il grande successo di "Urbex Pavia" la mostra fotografica che ci ha guidato alla scoperta dei luoghi dimenticati di Pavia, Marcella Milani fotografa professionista torna in pista organizzando un workshop sul tema dell'esplorazione urbana. 
Nel corso dei quattro incontri in cui si articolerà il corso (ogni lunedì a partire dal 10 ottobre dalle ore 21.00 alle 22.30) Marcella Milani entrerà subito nel vivo del tema condividendo la sua esperienza in materia che i numerosi visitatori della sua mostra hanno potuto apprezzare.
Come immortalare i luoghi abbandonati? Quale tipo di equipaggiamento è necessario per affrontare l'esplorazione urbana? Quali sono le regole della fotografia urbex? Come affrontare il tema della ricerca e della mappatura delle aree da esplorare? Quesiti che non rimarranno lettera morta per tutti i partecipanti del corso.

Sede di svolgimento: Pavia - Viale Nazario Sauro 5 presso la Civica Scuola d'Arte AR.VI.MA.

Informazioni ed iscrizioni: info@arvima.it - tel. 0382.32158

mercoledì 24 agosto 2016

LEE NAYLOR A BLACK AND WHITE BRIGHTLY COLORED

Lee Naylor on Instagram you can find under the name of @leenayl has nothing to do with the English footballer flag of Wolverhapton Wandereres, it is just a case of coincidence. Moreover each cultivates his passions and Lee that interests us has a strong photography.
Read more of his activity and his the projects I put a few questions.

Lee, to know the history of your namesake just consult wikipedia and appear to statistics of his football career, for you speak the shots you've done around the world, tell us about your passion for photography and how did?

“Photography has always been in my life in one form or another: whether it was sat with my father as youngling in our garden on a summer’s evening doing long exposures on his Olympus OM; or clutching a crappy old range finder on family holidays as a child. However, taking photography seriously, and actually learning the technical side of things, has been a relatively recent obsession. My real interest has never really been photography per se, but has evolved as a consequence of becoming obsessed with culture, people, humanity, and the fleeting passage of time - all stemmed from many years of prolonged and immersive travelling. No matter if it is my earlier photographs on a point and shoot, or my more contemprory shots on my manual DSLRs or range finders (or even my phone) I always try to capture things that invoked the spirit of the places I visit; rarely buildings or monuments, but rather of people or moments, which conjure forth emotion, humanity or channels the transient nature of life.”

In your gallery on Instagram people are always in the foreground. Often you portrait poor and homeless, and sometimes children, sometimes even testimonies of joy and friendship. What is the common thread that binds all these shots?

“It is often difficult to answer this sort of question without sounding clichéd or unoriginal but, for me, a photograph is little more than a moment frozen in time. I rarely see photography as art, but as something to document the fleeting existence, and especially that of human life. I find that many people, especially in the West, are so self-involved and so oblivious to the things that are going on around them; eyes forever cast towards some future, some past, not only ignoring the ephemeral nature of time and the temporary nature of existence, but, perhaps more importantly, missing the moments of love, friendship, hope, sorrow, sadness, joy, which surround us at every moment of every day. We live in a time where photographs are often little more than a series of contrived “selfies” or distorted realities – a thousand pictures taken and only one kept as this particular image casts us in a flattering light. The common thread, as such, is merely an aspiration to be a photographer that is the antithesis to the way society is: to document reality as is; capturing moments with imperfections but beauty; to document the fleeting nature of life and the things that people all too often choose to ignore or deny.”

Why did you choose to photograph exclusively in black and white?

“Although my Instagram page is in black and white, I do sometimes work in colour when the time calls for it. However, black and white photography for me offers unique opportunities not afforded by colour. Firstly, there is a timelessness to black and white photography... you take a photograph of woman dressed in some sort of traditional attire, stood against a nondescript wall and it could have been taken at any point in time. It forces you to look for the clues – the purse in her hand, the type of bag she is carrying etc to make sense of when the photo was taken. Furthermore, I often find black and white less distracting, it is merely lightness and darkness in which your subject resides, defined by nothing more than illumination or shadow; nothing else invades your senses. I find that nothing conveys real emotion better than black and white, devoid of colours that all to often have sentimental or emotional attachments to them, which can all too often contradict the image’s spirit. Furthermore, Black and white to me is romanticism and nostalgia, often they feel as if they were a memory plucked forth from the recesses of someone’s mind; a memory from a forgotten time, a distant place, or another life.”

Many of your photos have been taken around the world, there is a country in addition to the United Kingdom in which you are most fond of?

“This question is by far the most difficult to answer. I have been to so many countries that I cannot begin to pick one, and as such tend to think more in regions. But when I’m thinking of embarking on a new adventure my thoughts often turn to the Middle East, as despite the myriad of bullshit you hear on the news about the region the reality often stand in stark contrast to any media depiction. For instance, one recent trip to Lebanon had me arrive in Beirut in November of 2015, two days after a bomb had detonated in the south of city. Despite Western media depicting the place in what seemed to be disarray I was confronted with a very different reality; normality. Visiting such places as Tripoli in the North (associated with such groups as Daesh and al Nusra), the border regions near Syria (were refugees wandered the sidewalks and military helicopters could be heard in the distance) or Shatila refugee camp (were a displaced community still resided decades on from their original plight), all I found time and again was the same things that I find in any part of the world: normality; hope and fear; love and loss; joy and sorrow; and the myriad of other emotions that make humanity what it is in this fleeting existence that is life.”



venerdì 12 agosto 2016

RIVUS ALTUS, IL PONTE DEL RIALTO COME NON L'AVETE MAI VISTO

Si Terrà a Venezia dall’8 ottobre fino al 29 novembre 2016 la mostra fotografica di Massimiliano Farina1, fotografo e architetto di Milano dal titolo “RIVUS ALTUS, 10.000 frammenti visivi dal ponte di Rialto a Venezia”.
Visitando il sito www.ilpontedirialto.it potete trovare i dettagli del progetto e tutte le indicazioni  per raggiungere la mostra.
Nella home del sito c’è anche il link per la campagna di crowdfunding su Kickstarter creato da Massimiliano per sostenere parte dei costi di allestimento e di affitto della mostra.
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Ho chiesto a Max di svelarci qualche frammento inedito della nuova esperienza che sta per iniziare e del lungo lavoro preparatorio che ci sta dietro.
Massimiliano perché hai scelto proprio Venezia?
“Venezia è una fra le più belle città al mondo, al punto da annoverare anche svariate repliche, da Macao a Las Vegas. Ho sempre desiderato ideare un progetto fotografico su Venezia che potesse essere al tempo stesso personale e originale. Sembra impossibile riuscire a narrare una città di tale bellezza senza essere in qualche modo criptici o allusivi, senza cadere nella banalità dello stereotipo. Ho quindi preferito concentrarmi su un dettaglio, una piazza o un edificio.”  

Qual è stato il passo successivo?
“Bastano pochi passi per salire in cima al ponte di Rialto e ritrovarsi ipnotizzati dal panorama mozzafiato. Ho scelto di appostarmi con il mio cavalletto esattamente al centro del ponte, un ufficio di un metro quadrato dove ho lavorato per due anni, sempre circondato dai turisti fotografi. Ora che il ponte è chiuso per restauro, ho deciso che era giunto il momento di condividere questo progetto con tutte le persone a Venezia, turisti e veneziani. Così, al termine di questo lungo periodo di shooting, ho scelto di sposarmi in questa splendida città e chiudere in bellezza il mio progetto.”
Oltre al fantastico panorama sarai stato sempre a contatto con tante persone…
“Avendo scelto di scattare dal punto migliore, ero costantemente circondato dalle persone e facilitato nel catturare le loro espressioni rapite dal panorama. Ho così scoperto come quella vista sia in grado di stregare gli spettatori, permettendomi di ritrarli con la massima libertà e disponibilità. Ho passato 2 anni a scattare da quella postazione, di giorno o di notte, col sole o con la pioggia. La mia posizione privilegiata mi ha permesso di scattare più di 30.000 foto.”
Cosa troveranno i visitatori alla tua mostra?
“La mia reinterpretazione della vista dal ponte di Rialto è suddivisa in 78 frammenti fotografici, selezionati casualmente tra le migliaia di foto scattate. Il Panorama sarà composto da 78 blocchi di carta fotografica installati su un muro lungo 7 metri. Durante la mostra i visitatori saranno invitati a interagire con l'installazione e a portarsi a casa uno dei frammenti fotografici. Grazie alle loro visite il panorama cambierà ogni giorno.”  

Che tecnica hai utilizzato per ritrarre le persone che salivano sul ponte?
“L'approccio che ho deciso di seguire per ritrarre quelli che definisco gli "abitanti di Rialto" è piuttosto simile a quello utilizzato per il panorama. Ho infatti suddiviso il loro punto di vista in più scatti, catturando la loro esperienza in una veloce sequenza di immagini. Questa tecnica è stata resa possibile dallo scatto quasi simultaneo di due fotocamere unite da un braccio metallico. I ritratti sono stati successivamente riuniti come dittici e stampati in bianco e nero su diversi pannelli. Durante la mostra, i protagonisti dei ritratti circonderanno il Panorama come fossero ancora sul ponte di Rialto a godersi la vista sul canal Grande.”
Dove si svolgerà la mostra?
“La mostra avrà luogo nel centro di Venezia, a partire dall'8 ottobre al 5 novembre 2016. Sarà ospitata presso il Centro Culturale Don Orione Artigianelli, pochi minuti a piedi dal ponte di Rialto, attualmente impacchettato. Il Panorama e i dittici saranno ospitati in questa luminosissima stanza di 120 mq affacciata sul chiostro del 1400.”
Hai deciso di ricorrere al crowfunding per finanziare la mostra
“L'obiettivo di raccogliere 8000€ attraverso il crowfunding mi aiuterà concretamente a realizzare questa mostra, permettendomi di coprire parte dei costi di affitto e di stampa dell'installazione. Grazie al generoso supporto della Fondazione Boga è stato possibile versare un anticipo per prenotare lo spazio ma per rendere questa mostra indimenticabile avrò bisogno ho del supporto di tutti. La vera sfida è infatti rendere questa esperienza coinvolgente e mozzafiato, superando l'obiettivo iniziale. Più saranno numerosi e generosi visitatori, più la mostra sarà eccezionale. Coloro che contribuiranno con una donazione riceveranno un ringraziamento speciale per aver supportato il progetto. I loro nomi compariranno su un pannello speciale sul luogo della mostra, sui canali social e sul relativo sito (ora in fase di aggiornamento).”


1Massimiliano Farina (Milano, 1974) architetto e fotografo, nel 1991 inizia a fotografare ed a sperimentare tecniche di sviluppo e stampa in bianco e nero. Nel 1997 realizza la sua prima personale “Belfast” a Milano, presso la sede di Fuoricampo, Centro Studi e Ricerche Cinematografiche.
Successivamente   sviluppa   un’  attività   personale   di   ricerca in campo   fotografico,   operando   principalmente   nell’ambito  della fotografia di reportage, di architettura e di documentazione del territorio. Tra i suoi lavori: personale  “Chicago  e  New  York”  a  Milano,  presso la sede Fuoricampo (1997),  “Sulla  mia   strada,   piazze”   a   Milano,   presso   la   Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano (1998), personale “SS9 Via Emilia” a San Donato Milanese, presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Cascina Roma” (2001), libro “case Spazi Abitanti la  Cooperativa Edificatrice Ferruccio Degradi a Milano” Editore Clup (2002), libro “Dentro la città – le case e gli abitanti della cooperativa edificatrice Auprema” Editore Silvana Editoriale (2005)
Dal   2006   si   dedica   a   un   lavoro   di   ricerca   sul   paesaggio   e   l’architettura,   lavorando   a   un   archivio   a   crescita   progressiva sulle diverse attività umane e sui nuovi paesaggi naturali e artificiali, cercando di documentare situazioni in cui i confini tra finzione e realtà diventano invisibili.
Seguiranno altri progetti: libro “Abitare, il progetto della residenza sociale tra tradizione e innovazione” edito Re Magioli (2010), realizzazione a New York City per Revolve di un grande wall fotografico di 15 mt. “Las Vegas sunset” (2012), presentazione al fuori salone di Milano durante la Milano Design Week di 2 progetti fotografici, “Ghost  - Deleted spaces” e “Dubai – under construction” (2014)1° premio   del   Contest   “Periferie   Possibili”   organizzato   da   Sotto il Viadotto con la collaborazione del gruppo Renzo Piano G124 (2014), libro “Nella città – questioni del progetto urbano”, Editoriale Mimesis, in collaborazione con il
Politecnico  di  Milano  (2015),  saggio  fotografico  “Trame  di  città  nel  paesaggio  veneziano”  nel  libro  “Relazioni   di paesaggio – Tessere   trame   per   rigenerare   i   luoghi”   di   Pier   Luigi   Paolillo   e   Massimo   Venturi   Ferriolo   (2015), mostra fotografica al Fuori  Salone  di  Milano  presso  lo  Spazio  BLU  del  progetto  “NELLA  CITTA’  - questioni   del   progetto   urbano”   (2015),   documentazione   fotografica ufficiale
del   Padiglione   Cinese   CUUP   presso  l’  Expo  di  Milano  (2015).